mercoledì 8 maggio 2013

J’accuse del 07/05/13, Sull’IMU



L’IMU è uno dei  simboli di conflitto di classe in atto in Italia.
Il PDL sa che l’80% del gettito fiscale derivante da quest’ultima lo pagano in gran parte i loro elettori: agiati e borghesi della società italiana e quindi ne ha fatto e ne fa il suo cavallo di battaglia politico-elettorale.
Invece, a mio avviso, la priorità deve essere, e non è purtroppo il caso, perché il governo è quello delle “larghe intese”, alla riduzione delle disuguaglianze sociali e alla strisciante disoccupazione, accentuatesi sin dall’introduzione dell’euro, e causate dalle passate politiche e dalla crisi economica che ha investito il pianeta e il sistema capitalistico e finanziario guidato dagli USA. L’IMU davvero rappresenta un simbolo : la devono pagare certo i più ricchi e coloro che evadono il fisco e intestano le loro proprietà ai prestanomi, e non va tolta, anzi va rimodulata, come si usa dire. Questo è il contratto sociale che va stipulato e Rousseau c’insegna qualcosa: chi fa il furbo è fuori dalla società. Lo Stato deve fondarsi sull’onestà, se quest’ultima non c’è, lo Stato non esiste né la società  prospera. Ma, ahimè, in questo paese, si può oggi dire tutto, meno che la parola amore dello Stato e rispetto delle leggi. La prima rivoluzione da fare in Italia è restituire rispetto alla cosa pubblica e speranza alla gente che oramai si sente smarrita e amareggiata da una classe politica fallimentare ed incapace.

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Hamid Misk, scrittore.

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