domenica 12 maggio 2013

J'accuse dell' 11/05/13 Sulla cittadinanza italiana:



Credo che com'è sistemata l'Italia, nessuno vorrebbe diventare italiano.
Che il governo Letta e Grillo si calmino. Altrettanto dicasi per quei fratelli d'Italia che fratelli non sono. gli ex fascisti di AN. Il referendum è previsto dalla costituzione e non c'è nessun problema che venga sottoposta la legge dello ius soli alla volontà popolare.
Certo non è che si deve concedere la cittadinanza a chiunque sia nato in Italia, ma a coloro che sono cresciuti e hanno frequentato le scuole italiane. In questo sono d'accordo con Grillo. C'è già una legge che prevede la naturalizzazione a determinate condizioni a chi è nato in Italia. Smettiamola di strumentalizzare quest'argomento a fini elettorali. Non possiamo sulla pelle degli altri. La Francia aveva adottato questa legge col presidente Metterand nel 1981, ma erano altri tempi e dopo Chirac l'ha abolita. Ci sono troppi raggiri. Tanti stranieri vorranno far partorire i loto figli in Italia per approfittarne. Mi ricordo io di quello che ha comportato la sanatoria Martelli del 1990: oltre a regolarizzare i clandestini presenti in Italia, ha richiamato migliaia di altri che ne hanno usufruito. In questi tempi duri, ribadisco: chi vuole diventare italiano? I nostri giovani senza futuro e speranza stanno lasciando questo paese che non offre loro più nulla. Peccato. I tempi s
ono duri. Direi spietati. E non è proprio il momento per affrontare un tema e una questione cosi importanti.

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Hamid Misk, scrittore.

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