mercoledì 22 maggio 2013

J’accuse del 23/05/13 sulla gioventù




Viviamo in paese  bello e ricco. Ma percepiamo solo povertà e bruttezza. Noi giovani e non solo adoriamo questo paese le cui storie sono infinite e i cui misteri sono irrisolti. Mauna cosa mi permetto d dire a nome di tutta la gioventù, a chi ci governa e a chi si accinge di farlo : le nostre vite non sono merci, siamo esseri umani.. Abbiamo una dignità, un sentire, un percepire il mondo e i suoi fatti. A tutti quelli che ci governano diciamo vergognatevi: avete rubato le nostre speranze. Vi dovete sciogliere nella vergogna e sparire da questo mondo. Non vi perdoniamo nulla. Le nostre vite sono care e i nostri cari sono invendibili. E a tutti quelli che si accingono di governarci diciamo quanto segue: i movimenti hanno un inizio e una fine. Se essi non riescono nel loro intento, ciò vuol dire che non sono stati degni di tale impresa. Devono scomparire dalla storia e lasciare lo spazio ad altri soggetti più capaci. Mi sta a cuore la causa della gioventù e vorrei celebrarla con due versi:
 
Appesi ad un grappolo verde

Vorrei darti il mio cuore…
Tu che sei la speranza
Oh giovane, com’è bello l’amore!
Tu che sogni la fratellanza

Chi darà ascolto ad ogni tua istanza?
Lo Stato, lo Stato è corrotto!
E tu piangi a dirotto…
Com’è si può morire nella propria stanza

Eppure di ricchezza questo paese
Trabocca, trabocca…
D’arte e di genio che son l’arnese
Cantate con me questa filastrocca

I politici sono matti e il popolo
È più matto quando si arrende
Com’è sei bello oh grappolo!

Sei il vino e il veleno verde

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Hamid Misk, scrittore.

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