domenica 15 settembre 2013

L’ALCHIMIA DELLE ROSE

L’ALCHIMIA DELLE ROSE




Prima ancora dell’alba,
quando regnavano le tenebre,
quando nulla brilla né garba,
né abbrevia l’attesa, né diminuisce la febbre


Quando la vita è un continuo errare
in immensi deserti senza confini
alla ricerca della luce e del mare,
delle rose e delle oasi e dei giardini


Trionfa l’angoscia in questa eterna notte
in cui si soffre e si sogna la pace
e i porti come agonizzanti flotte,
irraggiungibili con una bussola fallace


Quando la vita è una continua agonia
e i giorni sono infiniti secoli…,
marcati dalla tristezza e dalla malinconia,
in attesa del sole e dei miracoli


Quando si perde ogni voglia di vivere
e si spera la fine e la morte
delle cose false e povere,
sfidando così il destino e la malasorte


Quando si fatica persino a respirare
a guardare immagini sinistre e desertiche,
Provando sensazioni tristi ed amare
e noiose voci e musiche!


Ma quando all'improvviso
scese l’aurora
in quel giorno in cui il mondo riprese a sorridere,
in cui ricominciò a ribatter il cuor e a suonar l’ora,
iniziai ad amare e a comprendere


Toccai in quella alba le rose
di un giardino che avevo scoperto
Avevano l’aria gioiose ed amorose
in questo sibillino e feroce deserto


Si aprirono tutte e mi sorrisero,
era iniziata la più bella delle primavere,
dal complicato ed irrisolto mistero
e dalle incomprensibili stagioni dell’essere!


1 commento:

Hamid Misk, scrittore.

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