martedì 10 settembre 2013

J’accuse del 10/09/13 Sullo scacchiere medio-orientale


La Mossa della Russia a mettere sotto il controllo delle Nazioni Unite le armi della Siria è uno scacco matto, nei confronti di coloro che vogliono l'intervento militare contro Damasco. Ed è proprio giusto usare i termini del gioco degli scacchi per rendere l'idea. La scuola politica siriana , a diversità di quella irachena, ci ha sempre sbalordito e abituato al rigore e alla perseveranza. Le decisioni politiche devono essere studiate prima d'essere adottate. La partita degli scacchi nello scacchiere medio-orientale non è ancora finita. La mossa russa ha indebolito gli Stati Uniti d'America, giacché lo sono ancora di più sul piano interno per mancanza di consenso all'attacco militare che si vuole sferrare contro la Siria. In questo intricato contesto, il problema però in realtà non sono le armi di distruzione di massa possedute da Damasco, ma proprio l’esistenza e la continuità di tale regime, combattuto da anni, or sono, da guerriglieri e mercenari comprati con i petrodollari dei paesi sunniti, per spassare via un regime alleato con l’Iran e gli Hisbollah libanesi e sostenuti dalla Turkia, dalla Francia , dagli stessi Stati Uniti dì America , i quali vogliono ciascuno instaurare nel paese medio- orientale, una loro base con nuovi mercati e nuove clientele.  Questa guerra civile, che io ho paragonato alla guerra civile spagnola del secolo scorso, vede scontrarsi due visioni del mondo, due schieramenti opposti : vi è da una parte il regime con i suoi alleati interni ed internazionali ( Russia, Cina, Brazil, Sud-Africa, Pakistan…e ultimamente persino la Germania. E dall'altra abbiamo una galassia di combattenti appoggiati dai turchi, dagli arabi, dagli americani, dai francesi ( mussulmani, fondamentalisti, gihadisti, Alqaidisti…e cosi via…tutti decisi a spassare via il regime di Damasco a qualunque prezzo, persino quello di simulare un attacco chimico, di distruggere città dell’arte siriane, di stuprare le donne, di uccidere i bambini del nemico. E’ uno scenario apocalittico dove tutti urlano il nome di Dio: Allah akbar! Tutti indegni di tale nome. Lo scacchiere medio - orientale ahimè rimane colmo d’imprevisti e d’incognite. Quello gli strateghi americani lo sanno bene e per questo che Obama fa un passo indietro, sperando che la roulette russa porti meno morte e angosce.

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Hamid Misk, scrittore.

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