venerdì 25 ottobre 2013

J’accuse del 24/10/13 sullo spionaggio degli USA sui loro alleati

Immaginate se il vostro fidato amico vi spia: vi ascolti dall’altra parte del muro per scoprire le vostre confidenze. I vostri difetti o magari le vostre più nascoste speranze. E poi ascoltando rida di voi, sparli di voi... e prepari le prossime contromosse che avevate in mente. Ahi che vicino perfido e malfidato! Ma nel caso nostro il vicino di cui si tratta sono gli Stati Uniti d’America. Gli arbitri delle Relazioni internazionali e i garanti della pace e della Sicurezza internazionale. Certo fino a prova contraria, poiché da qualche tempo sulla scena internazionale sono comparsi nuovi agguerriti attori, vecchi e nuovi, che non vogliono più lasciare lo scettro nelle mani di Washington. Ma torniamo ora a questa vicenda scottante. Un paese democratico come gli USA non doveva calare in questa veste del fratello maggiore che vuole sapere ogni cosa. E’ irrispettoso verso gli altri fratelli minori..o ritenuti dalle spie “minorati” ..., magari. E’ il caso di  dire che il progresso scientifico e tecnologico rende cinici e poco etici. Se io ho delle informazioni riservate posso usarle contro il mio rivale. Lo posso ricattare, lo posso mettere in difficoltà se lo voglio e qui, quando gli americani dicono che lo fanno per la loro sicurezza nazionale e quella delle loro imprese, la cosa mi suona assai poco democratica e direi da stampo dei regimi totalitari. L’America ha imboccato la strada del declino e della rovina e sta trascinando il mondo con sé. 


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Hamid Misk, scrittore.

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