sabato 5 ottobre 2013

Piangi o Africa!

Piangi o Africa!

Piangi o Africa,
piangi per i tuoi figli le cui braccia,
muoiono di lavoro e di fatica;
piangi per le tue creature a cui si dà la caccia!
dall'uomo impietoso e selvaggio,
quell'orco che una volta ti aveva colonizzata,
da quel mostro scellerato e malvagio,
che ti ha ingiustamente condannata,
facendo di te  il suo appannaggio,
il suo benessere deleterio
e il suo petrolio finirà come il suo coraggio!
come ogni suo impero e regno 

Piangi o Africa!
Per i tuoi figli ingannati
attratti da una chimerica America,
che esiste solo nei sogni sfumati,
di un capitalismo ormai moribondo,
di un modello di sviluppo sbagliato
che ti ha sfruttato fino in fondo,
e distrutto e lacerato,
senza ritegno né pudore,
e trattato come una discarica,
dove si getta ogni veleno e dolore,
piangi o mia dolce Africa!

Piangi o Africa!
e non vergognarti del tuo colore,
ricordati che sei ancora mitica,
generosa e candida come l’amore,
ricordati che verrà un giorno in cui ritornerai,
O Africa, ad essere libera e felice!
dovrai perciò accendere tutti i focolai
che faranno di te la più bella seduttrice 
amata di nuovo dalla propria prole,
che l’uomo delle caverne ora calpesta,
privandoti persino delle parole…
O Africa, urla, urla che cosa ti resta?

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Hamid Misk, scrittore.

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