domenica 3 novembre 2013

Rachid o Said personaggio miskiano che riesce a riscattarsi nonostante tutte le difficoltà- Un simbolo dei nostri giorni mesti.


Da Fez a Roma, con una valigia piena di sogni e speranze: proseguire gli studi universitari nella città eterna. E' la storia di Said, immigrato marocchino, raccontata dallo scrittore e poeta Hamid Misk che oggi a Roma presenta, nei giardini di Villa Mercede, il suo ultimo romanzo: "L'albergo del popolo" (Libellula Edizioni, pp.328, 16 euro). Giunto dalla città imperiale del Regno alawita, citta' natale dello stesso autore, Said, il protagonista del romanzo, viene accolto nell''albergo del popolo' che diventa la sua casa. In poco tempo riesce a risolvere il problema del permesso di soggiorno e a iscriversi all'università.

Storia di Rachid. neo ingegnere marocchino. Sembra proprio rispecchiare il personaggio principale del mio romanzo Said, anche lui giunto dal Marocco per compiere degli studi. Si trova  costretto a lavorare per finirli . Rachid il neo-ingegnere rifiuta la celebrità che gli offre un programma frivolo e poco serio come il grande fratello, per dedicarsi al suo lavoro  e ai suoi sogni. Esattamente come Said. E' il tipico personaggio MIskiano che nonostante tutte le avversità e le difficoltà che incontra sul suo cammino riesce a riscattarsi e a realizzare i suoi sogni. Un esempio oggigiorno di tenacia e di  buona volontà. Quello che manca ai nostri giovani, un pò sfiduciati e smarriti. Ma diciamola tutta sopratutto abbandonati da uno Stato corrotto e in mano ad una partitocrazia e a delle corporazioni che non lasciano nessuna speranza a chi vuole emergere e avere un futuro in questo paese. Lavorare con la cravatta in Italia è cosa riservata ai raccomandati e ai ricchi. Non esiste più l'ascensore sociale: l'equità sociale. Ma solo miserie e fandonie che aumentano giorno dop

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Hamid Misk, scrittore.

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