sabato 25 gennaio 2014

J’accuse sul 25 Gennaio, anniversario della Rivoluzione egiziana.

J’accuse sul 25 Gennaio, anniversario della Rivoluzione egiziana.

Ci vollero decenni di oppressione, di leggi marziali, di guerre e di miserie per arrivare a quel sollevamento popolare. Il regime di Mobarak era oramai alle strette. Nessuno poi all'interno o all'esterno poteva giustificarlo o sostenerlo. Si deve dire subito che la Rivoluzione egiziana del 25 Gennaio 2011, e non quella ora celebrata dal dittatore Sissi, del 30 Giugno 2013 abbia sorpreso il mondo intero. Un intero popolo sceso per le strade a chiedere la fine di una dittatura militare che serviva solo gli interessi della borghesia egiziana, di Israel e delle forze imperialiste che vogliono continuare a sfruttare le risorse e la bontà dei popoli medio-orientali. Fu rotto cosi il muro della paura grazie al coraggio dei giovani egiziani che sapevano che la speranza e il progresso è nel mettersi assieme, nella libertà, nella fratellanza e nell’eguaglianza, senza distinzione di razza, di colore o di religione. E’ cosi fu. Quella Rivoluzione era davvero una rivoluzione esemplare.

Poi passò del tempo e qualcuno temeva per i suoi interessi. In primis i notabili egiziani e la borghesia locale. In secondo luogo, i colonizzatori della Palestina non vedevano di buon occhio l’arrivo dei fratelli mussulmani al potere in Egitto: “ sono in collusione con Hamas, il governo di Gaza”: questa fu l’accusa rivolta al deposto presidente Morsi, oltre alle assurde accuse mossegli circa il fatto che dopo un anno di tempo, la situazione economica del paese non fosse migliorata? E anche se fosse vero. La domanda che noi poniamo in Occidente: “ si è mai destituito un presidente o un capo di governo dopo un anno con l’accusa che non ha operato per il bene del suo paese?” Ovviamente parliamo di sciocchezze e di pretesti. La cosiddetta contro-rivoluzione del 30 Gennaio 2013 è il frutto velenoso di un vasto complotto che vede rinascere il regime di Mobarak grazie ad un colpo di stato fascista e borghese, se non dico palesemente appoggiato dall'occidente, lo è di fatto nel suo silenzio-assenso, e nel non aver assunto contro di esso le dovute rotture e sanzioni. Mi rammarico un’altra volta a pensare che le cancellerie occidentali, dopo l’Algeria del 1992, data in cui i militari interruppero un processo democratico per paura di un partito islamico, hanno fatto la stessa cosa contro il primo e grande paese arabo, l'Egitto. E’ di questo la storia e il suo tribunale, si ricorderanno per sempre. L’Occidente è democratico quando gli pare! Agli amici la carota e a coloro che vogliono la dignità, la libertà e l’uguaglianza: il bastone dei suoi servi oppressori di cui il generale Sissi è il massimo rappresentante.
Che strana concezione della democrazia! Tanto estranea, quanto Israele lo è a tutta la regione del Medio-oriente.

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Hamid Misk, scrittore.

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