venerdì 21 febbraio 2014

J’accuse del 22/02/14 sui fatti dell’Ucraina


J’accuse del 22/02/14  sui fatti dell’Ucraina

Quello che succede in Ucraina oggi merita un’attenta analisi.
Da qualche tempo gli europei e gli americani si sono lanciati alla riconquista di alcuni bastioni persi e ritenuti preziosi.
Gli americani col presidente Bush inventarono la storia delle armi di distruzione di massa e occuparono cosi l’Iraq e i suoi giacimenti petroliferi. Poi venne il turno della Libia dove la Nato andò oltre il mandato dell’ONU, sostenendo e bombardando i il regime di Gheddafi. Fu quella la volta in cui i russi e i cinesi presero coscienza del nuovo volto della politica estera delle cancellerie occidentali. In nome della libertà e della democrazia, si occupano alcuni e si cambiano i regimi politici e il corso della storia. I fatti odierni dell’Ucraina s’inseriscono in questo nuovo contesto che chiamerei con le mie parole: Colonialismo a distanza, ossia un ritorno a dominare alcune aree del mondo sfuggite al mondo occidentale, a seguito di determinati sviluppi politici. La guerra fredda ne è ricca di esempi. Molti paesi che facevano una volta parte dell’unione sovietica e del patto di Varsavia sono oggi membri dell’Unione europea e della Nato. Ma l’Ucraina è un caso a parte, perché metà della popolazione è filorussa e l’altra meta vuole l’Unione europea e la Nato. Mosca però non ci sta a questo astuto gioco condotto dalle cancellerie occidentali nel sostegno politico e propagandistico ai cosiddetti insorti: lo stesso sporco gioco condotto in Siria col sostegno alle opposizioni. Perché l’Ucraina deve far parte di un’Unione quasi fallimentare? L’Unione europea è in mano alle banche e alle massonerie e non ai popoli e il macello che sta per succedere in Ucraina ne è il risultato. Attenzione però una guerra civile ucraina minaccerebbe l’intera Europa e la pace mondiale, perché l’Ucraina potrebbe diventare la Siria europea con la sua nuova guerra civile. E qui la pazienza dei russi potrebbe finire. Quello che osservo qui è il cinismo e il machiavellismo che caratterizza la nuova politica estera espansionistica e fallimentare delle cancellerie occidentali.

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Hamid Misk, scrittore.

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