sabato 1 marzo 2014

J’accuse del 01/03/14 Sulla Crimea- tra mire espansionistiche varie





Abbiamo già previsto uno scenario simile  nel mio J'accuse del 22/02/14, riguardo quello che si sta delineando oggi in Crimea. I russi non vogliono vedere la loro patria e i loro interessi strategici sgretolarsi in nome di quelle chimere della libertà e della democrazia che le cancellerie occidentali stanno usando per annettersi ed occupare dei paesi tradizionalmente alleati di Mosca. Questa regia è condotta in modo machiavellico da Washington, Parigi e Londra. Come sappiamo è stata efficace a rimuovere dei dittatori nemici del mondo occidentale, nel mondo arabo, per colpa di politiche colonialistiche ingiuste nei confronti della nazione araba. L'Iraq prima, la Libia, l’Egitto e la Siria ne sono un'allegoria di quest’orrore, che chiamerei il nuovo ritorno al colonialismo. Ma usare la stessa strategia con la Russia volta a circondarla, ad indebolirla e magari ad occuparla, facendo scoppiare l’odio, le guerre civili nei suoi confronti sia nei paesi confinanti, sia tra le sue stesse componenti etniche, religiose e nazionali è un’idiozia imperdonabile. I russi non possono rinunciare alla Crimea per la sua importanza strategica e storica. Ne hanno già fatte due guerre in passato per conquistarla. La prima fu tra il 1854- 1856 e la seconda fu fatta dalla stessa armata rossa per cacciare i traditori al servizio dei capitalisti ed imperialisti capeggiate dal generale Wrangel. Nessuno  vuole negare che la Crimea sia la patria eterna dei tartari. Ma affermare e riconoscere i diritti dei popoli, non può servire per annientare i nemici. Ricordo una famosa frase detta dal presidente Reagan, quando incominciò la sua battaglia contro l’Unione sovietica. Disse: che essa è l’impero del male! Se oggi vedo  la povertà dilagante e la disperazione che si stanno diffondendo negli stessi Stati Uniti  d'America e nel mondo per colpa di un sistema economico iniquo,  impazzito e disumano al servizio delle oligarchie e di poteri occulti; se vedo quello che succede in Egitto, in Siria ed in Palestina: le stragi quotidiane, per colpa delle stesse politiche varate dagli americani e dai loro alleati sionisti; se vedo la stessa Africa sempre ignorata, stuprata ed emarginata dal modo occidentale, allora dico che quell’impero del male è dentro coloro che oggi affermano d’essere loro i bastioni della libertà e i liberatori dei popoli.

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Hamid Misk, scrittore.

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