domenica 9 marzo 2014

J’accuse del 09/03/14 Sulla decadenza morale e la bellezza- Renzi e Crimea



J’accuse del 09/03/14 Sulla decadenza morale e la bellezza

Volevo parlare della Crimea e della gravità della situazione lì.


Lo scontro tra la Russia e le cancellerie ha origini ben antiche risalenti alla notte dei tempi. La Storia dell’ottocento e del novecento ci ha dimostrato quanto sono divergenti gli interessi tra occidentali, e slavi in  generale. Parigi, Londra e Berlino peccano sempre d’onnipotenza e di superiorità politica, culturale e storica nei confronti di quei popoli ritenuti da loro inferiori. Ma chi vuole ridurre la Russia ad una piccola potenza, circondata dagli Stati che ruotano nell'orbita della Nato sbaglia di molto. La crisi della Crimea è significativa in tal senso ed è un punto d’arrivo di un’evoluzione irta di difficoltà e di congiure sulla scena internazionale.  Gli occidentali continuano a destabilizzare intere aree geografiche in nome dei loro interessi, facendo quadrare il tutto in una ottica di conflitti interni. Tali conflitti come abbiamo visto in Iraq, Libia, Egitto e poi ora in Siria sono stati accessi  per affermare i loro interessi e proteggere quello Stato d'Israel  che continua a violare i diritti umani e le risoluzioni dell’ONU, sotto gli occhi compiacenti dei suoi protettori occidentali. E’questa la legalità internazionale che piace  all'occidente? Due pesi e due misure. Ma oggi la Russia non si umilia così. Le sue armi sono un chiaro monito all'Occidente: fermatevi o ci sarà la terza guerra mondiale. Gli strateghi occidentali che minimizzano questo rischio sono davvero ignari della storia e inconsapevoli degli errori commessi e della gravità della situazione.
Tornando all'argomento affiorato mentre pensavo di scrivere queste righe: Che tristezza, direi! Stavo nel salone di casa mia e qualcuno vedeva quel programma di Fabio Fazio, su Rai tre. Prima ha parlato col regista della “Grande bellezza”; un grande film , con un titolo significativo direi, che gli è valso l’Oscar. Molto bene per l'Italia in questa fase così buia. Ma una domanda viene subito in mente:  chi si accorge più della bellezza dove viviamo? Ha fatto bene a sottolinearlo il regista. Egli si domanda: in un paese dove abbonda la bellezza, come  mia regna la povertà e la disperazione? Sarà colpa di chi? Dei politici o degli italiani che non sono più all’altezza del patrimonio culturale e monumentale ereditato? Eppure la crisi attuale è un risultato della decadenza, dell’incuria, dell’immoralità che ha investito il paese e non lo vuole più mollare. Quello che mi ha colpito è che il regista Sorrentino si è meravigliato del fatto che il suo film ha avuto l’Oscar. Certo è il caso di dire che la stessa bellezza di cui il regista parla è messa in dubbio da chi dovrebbe crederci per primo: colui che ne fa il suo cavallo di battaglia. Dopo il regista Sorrentino, si è presentato il sindaco d’Italia. E qui amici, vi dico, sinceramente che  la televisione pubblica non può trasformarsi in un TEATRO di propaganda di parte, senza contraddittorio. Renzi ripete molte frasi imparate a tavolino: daremo qualche euro in busta paga agli italiani, abbassando le tasse, faremmo le riforme, imporremo la nostra voce all’Europa e tante altre cose. Ma con una Merkel agguerrita così, non si andrà molto lontano, se non si ridiscuteranno i trattati e il primo fra tutti questi: il cosiddetto fiscal compact! Non manca però tra un annuncio e l’altro l’attacco a chi dissente e difende altre idee: Grillo e il movimento cinque stelle vengono dipinti come il male che minaccia il paese. E lui Renzi: la speranza? Sì, sì, tanto la propaganda continuerà nelle scuole italiane, cosa mai vista in una democrazia occidentale. E questa volta non gli canteranno solo:” benvenuto Renzi, tu sei la speranza”, ma canteranno anche: sei il nuovo re d’Italia e una nuova muraglia!  Ti vediamo, ma nulla, nulla ci ammaglia. La bellezza la vediamo, siamo noi, siamo il popolo. Ma il popolo non conta più niente. Cantate o bambini! E ditelo alla gente. Fabio fazio guadagna 35000 euro l’ora a Sanremo e noi plebei ingenui ancora lo vediamo. Questa belle
zza è ripugnante. Se la nostra vita è cosi senza vie d’uscita è proprio per colpa di questa gente e di questi falsi eroi. Cantate, cantate o bambini, l’Italia non è felice.

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Hamid Misk, scrittore.

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