martedì 18 marzo 2014

J'accuse del 18/03/14 sul diritto del più forte...

J'accuse del 18/03/14 sul diritto del più forte...

La vicenda dell'annessione della Crimea da parte della madrepatria Russia è carica di significati simbolici e conseguenze. Lo smantellamento dell'Unione sovietica e la caduta del muro di Berlino, secondo gli strateghi americani doveva dare il colpo di grazia alla Russia. Lo sappiamo bene a distanza di decenni come gli americani allora erano riusciti a mettere in crisi le casse dell'Unione sovietica: Reagan allora chiese all'Arabia saudita di abbassare i prezzi del barile di petrolio. Così i mercati venivano inondati di petrolio al fin di abbassare il prezzo del barile.  iI sovietici che basavano la loro economia sulle rendite dell'oro nero fecero così presto bancarotta e gli americani vinsero la guerra fredda. Potete immaginare che le divergenze sorte inseguito, ad esempio, in quegli anni, tra Saddam e gli sheichi del petrolio, erano dovuti proprio e soprattutto alla politica petrolifera seguita e  l'annessione del Kuwait da parte dell'Iraq nel 1990 fu una delle conseguenze di questa politica. Quest'annessione fu osteggiata dagli accidentali non per i sacrosanti diritti sovrani del popolo del Kuwait, ma perché le compagnie americane e inglesi avevano importanti diritti e investimenti nel piccolo Emirato. Il Kuwait divenne per poco tempo la diciannovesima provincia dell'Iraq. Se l'Iraq allora avesse la potenza militare della Russia d'oggi, nessuno avrebbe cambiato quella realtà. Come Stato il Kuwait fu fondato dall'Impero britannico nel 1922. Gli inglesi scoprirono allora importanti giacimenti petroliferi e decisero di separarlo dall'Iraq. Come vedete, il più forte detta sempre la legge e determina la legalità da seguire, anche se è spesso contro-natura e contro la stessa legge naturale. Gli arabi del golfo e quelli del
Medio-oriente vennero suddivisi secondo gli interessi e  le garanzie di mantenimento dello status quo delle potenze coloniali. La Russia, oggi, non accetta d'essere umiliata e circondata così come si sta procedendo da tempo in questo senso. La legalità che viene sbandierata e pomposamente difesa  non poggia su delle fondamenta solide. E’ una legalità fasulla, fondata sugli interessi. L’Occidente, a mio avviso fa male d’isolare la Russia. Con queste politiche si ritorna all’ottocento. Se i nazisti non sono riusciti mettere mano  con le armi sui popoli slavi e la Russia, non credo affatto che questo li si realizzi con l’innaturale e frettoloso allargamento dell’Unione europea, e il conseguente discorso militare che ne consegue. Se difendere la legalità vuol dire andare al di fuori  da essa: è proprio il caso di dire che siamo proprio in una era d’infamie.

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Hamid Misk, scrittore.

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