lunedì 17 marzo 2014

Oh Dioscuri!

Oh Dioscuri!
Figli di Zeus e Leda
Quando rullano i tamburi
E scoppia la guerra
Io rimango a fremere
E mi domando: se ogni speranza è persa ?
I miei occhi assomigliano a quelli di una divinità,
che guarda e s’interroga:
perché le stelle non muovo nemmeno un dito?
Il mio cuore è come un cielo plumbeo,
di pietà radioso…,
ferito dal fuoco di orribili draghi volanti
E’ come un pianeta nell’universo
Ora è scoppiata un’altra battaglia tra angeli e demoni
E il Mediterraneo è diventato un immenso campo di battaglia
Un immenso Colosseo pieno di orrore
Dove tutti sono in cerca di una salvezza

Ed io sono come un dioscuri la cui memoria
E’ quella di un mare le cui onde non si battono
Vive e muore, poi rinasce, tra la vita e la morte
Non era meglio sentire?
L’amore innocente, ora perduto!
la cui sorte  oscilla tra due opposte dimensioni
Com’è bello vivere! Com’è duro morire!
In fondo vivere è come morire e morire è rivivere.

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Hamid Misk, scrittore.

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