sabato 17 maggio 2014

J’accuse del 18/05/14 sull'accattonaggio



L'aumento dell'accattonaggio è un segnale della gravità della crisi economica, sociale ed etica che attraversa non solo l'Italia ma il mondo intero. Tanti praticano l'accattonaggio per non hanno una fonte di vi sostentamento, o peggio ancora ci sono anche quelli che ne fanno un mestiere per accumulare i soldi. Tollerare o no l'accattonaggio?  Questo fenomeno c'inquieta. Non possiamo vivere in un modo di disuguaglianze e d'irresponsabilità dove in un angolo della strada troviamo che ci chiede aiuto. La nostra coscienza ci obbliga a darle una mano. Ma lo Stato?

Lo Stato è incapace di risolvere questo problema dei disperati che arrivano in massa al bel paese, da noi ormai visto come il paese delle crisi perenni, delle fregature, dei raccomandati, dei partiti corrotti, delle mafie e di un falso moralismo e  perbenismo che ci hanno portati al precipizio. Creditemi l'aumento di questo fenomeno è un segnale d'allarme che ancora le nostre autorità non hanno percepito. Ho avuto già modo d’ammonire sulla gravità di tale fenomeno qualche tempo fa. Occorre, quindi, agire e trovare delle soluzioni in loco per diminuire questi flussi migratori che non hanno un futuro d’integrazione, data la scarsità delle risorse attuali e la gravità della situazione economica che l’Europa il mondo intero stanno attraversando. L’integrazione degli immigrati è un’operazione complessa, un processo faticoso e graduale. Se si dovessero ricevere altri disperati, lo Stato italiano, direi l’Unione europea, si devono assumere la responsabilità di darli una vita dignitosa, e magari facilitarne l’integrazione nei tessuti sociali ed economici dove arrivano: diversamente lasciarli per le strade a praticare l’accattonaggio, è un grande segnale d’inciviltà. E' una vera e propria decadenza morale e politica ed economica del vecchio continente.

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Hamid Misk, scrittore.

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