sabato 31 maggio 2014

J’accuse del 31/05/14 sulle elezioni europee.


In verità, il voto delle europee non è stato un plebiscito su Renzi, ma uno spostamento dei voti che segna la nascita di un blocco sociale conservatore e a antistorico.

Un dato importante salta subito all’occhio dalle ultime elezioni europee: esso è rappresentato dal partito degli astensionisti, ossia coloro che rappresentano difatti la maggioranza numerica, silenziosa e disillusa dalla politica nel paese delle meraviglie. In questo quadro, la vittoria del partito democratico che ha superato per la prima volta la soglia del 40% non può essere considerata come tale. D’altro canto, la mancata vittoria del M5S non può affatto essere considerata come  una sconfitta del movimento in un momento storico caratterizzato dalla demagogia, dalla falsità e dalla faziosità dei protagonisti della politica nazionale e internazionale. Per capire bene quello che è successo e che ha impedito la vittoria al movimento cinque stelle, bisogna vedere proprio i numeri in percentuali attribuiti ai partiti. Si nota subito un fatto assai significativo: al calo di Forza Italia al 16,8 % corrisponde l’aumento proporzionale del partito democratico al 40,8%. Che cosa vuol dire ciò? Ciò vuol dire che la crisi di leadership e di credibilità politica di Forza Italia, alla luce dei verdetti e degli scandali ha spostato una parte consistente dell’elettorato di destra verso il PD, facendolo conseguire un consenso elettorale che nemmeno Berlinguer era riuscito a dargli. In termini politici però che cosa vuol dire questo? Ciò vuol dire che quel 40,8% rappresenta in realtà un blocco sociale eterogeneo che rifiuta il cambiamento, rappresentato da diversi interessi politici, sociali ed economici particolari che non ha nulla a che fare con la storia del partito democratico, col suo nome, col socialismo che esso afferma rappresentare, né infine con la realtà del paese. Quando rifletto sulla campagna elettorale delle europee, rimango colpito dalla presenza massiccia del presidente Renzi- ( ha imparato bene da Berlusconi)- nelle televisioni e nelle radio, dall’utilizzo strumentale delle donne  per la riconquista del consenso, dal ritorno alle pratiche del voto di scambio, come l’abbiamo visto con gli 80 euro, dagli ingannevoli slogan: “ Cambiare l’Europa”, " Socialismo europeo", “Lavoro ai giovani”, ecc…. La lista è lunga. Staremo a vedere che cosa combineranno questi socialisti miracolati del terzo millennio. Se la crisi aumenterà, se il lavoro scarseggerà, se l’Europa rifiuterà di cambiare. Allora lì tutti sapranno che tutti quegli slogan e discorsi politici erano finalizzati solamente a far eleggere delle marionette senza personalità, ideali e carisma, e che in verità il loro voto è stato uno spreco, un errore, una mancanza di saggezza, di avvedutezza e di lungimiranza politica.

Al M5S di trarre dovuta lezione e le opportune e doverose conclusioni politiche: il futuro appartiene, come dice il buon proverbio, a chi sa con lungimiranza pianificarlo  e prevedere gli eventi.

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Hamid Misk, scrittore.

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