mercoledì 2 luglio 2014

J’accuse del 01/07/14 sulla partita Germania- Algeria



Sarebbe stato bello vedere vincere l’Algeria sulla Germania!

Bello perché verrebbe meno l’impietosa regola che fa sì che il più forte debba sempre vincere chi lo è meno di lui. Bello perché sarebbe stato bello vedere la riscossa dei paesi del sud del mondo su quelli del nord,più razionali, più freddi e più spietati. Bello e giusto perché sarebbe stato ribaltato questo destino maledetto che fa sì che alcuni paesi hanno sempre il dominio su altri. In questo contesto la partita di calcio Algeria- Germania poteva avere un significato allegorico: il mondo può e deve essere più giusto e migliore e lo sport è quello strumento straordinario, quel ponte magico, con il quale i popoli della terra si devono confrontare per sentire le stesse emozioni, confrontarsi pacificamente e infine rispettarsi gli uni e gli altri,a prescindere dalle diversità etniche, religiose, politiche e razziali. Aldilà dei problemi politici che ci separano, i nostri cuori hanno tremato per l’Algeria fino alla fine. L’Algeria ha rappresentato l’Africa e il mondo arabo nel miglior dei modi, in questo triste momento che vede quest’ultimo in balia delle divisioni, delle guerre e delle ingerenze internazionali. Sarebbe giusto dire mutuando dal linguaggio calcistico, che gli arabi sono vittime delle situazioni politiche ereditate dalle potenze coloniali, le quali continuano a dettare le loro regole del gioco a questi paesi. Occorre dire Basta a questa supremazia imposta con le armi e il terrore delle bombe. Occorre unificarsi ed imparare a giocare bene contro un nemico che si chiama ora l’odio, ora il petrolio, ora le diversità religiose ed etniche, ora la chimera della democrazia all'occidentale: ovviamente incompatibile con la civiltà arabo-islamica, non nei principi che sono e rimangono comuni, ma in verità nella sua imposizione strumentale. Grazie alla bella immagine data dalla squadra algerina. La Germania non ha giocato bene e ciò che ha brillato di più è stato quell'orgoglio del popolo arabo,finalmente risorto.

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Hamid Misk, scrittore.

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