giovedì 25 settembre 2014

J'accuse sulla riforma del Lavoro voluta dal Partito democratico di Renzi

Pensando alle parole del presidente Napoletano e del Renzi sulla riforma del lavoro mi vien proprio da ridere: 
Il primo stigmatizza gli italiani e li accusa di conservatorismo e qui gli direi che lui che è vissuto di privilegi  ci viene a dire ora di essere noi i conservatori! Il suo messaggio:  "Abbiate il coraggio a mandare i vostri figli a lavorare nella precarietà in una vita misera e piena d' incertezze". E' questo in breve ciò che si vuol ottenere da questa riforma. In una parola azzerare tutte quelle conquiste sociali, giuridiche, politiche e sindacali dei lavoratori per metterli al pari dei lavoratori cinesi, indiani, bengalesi, africani e di tutte le altre nazioni che vengono sfruttati dai capitalisti e imprenditori di tutto il mondo. Oggi con queste  intenzioni, affermazioni e questi piani di riforma, il mondo occidentale fa due passi indietro: un passo verso il medio-evo del lavoro, direi. E un altro verso la povertà e le disuguaglianze. Mentre il secondo, cioè il nostro giovane  presidente -  che si vanta spesso d'essere sotto i 40 anni, ignorando che mentre lui è stato raccomandato dalle massonerie e dai notabili della politica italiana per arrivare al suo posto, la stragrande maggioranza della gioventù italiana sotto e sopra i 40 anni è senza lavoro- insomma, ci dice con le sue riforme una sola cosa: rinunciate ad essere delle persone libere, rinunciate alla vostra dignità, dimenticate l'epoca della tutela del lavoro e mandate i vostri figli alla schiavitù, in nome della mondializzazione selvaggia che ha investito il nostro pianeta.

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Hamid Misk, scrittore.

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