martedì 30 dicembre 2014

J’accuse del 30/12/14 sull’immagine come verità e menzogna




Il critico inglese John Berger parla così dell’evoluzione del linguaggio artistico: “L’arte del passato non esiste più nelle forme in cui esisteva un tempo. La sua autorità si è persa. Al suo posto vi è il linguaggio delle immagini. Ciò che conta ora è chi usa questo linguaggio e a quali fini.”. Sì il linguaggio delle immagini! Perché l’uomo della post-modernità  ha saputo usare bene l’immagine per attrarre e raggiungere così i suoi fini. Noi siamo quotidianamente bombardati dalle immagini che vediamo nei media,  sui pannelli pubblicitari, sui libri e le riviste…dappertutto, c’è qualcuno che vuole comunicarci qualcosa o convincersi di un’idea, di un programma d’azione, di una nuova merce , di un nuovo soggetto politico o magari, mi azzarderei fino a dire di una nuova religione delle immagini. E’ una guerra delle immagini, quella a cui assistiamo ogni dì del signore. E’ bello prendere cura della propria immagine, anzi direi un dovere e istinto naturale. Chi non cura la propria immagine dovrebbe porsi delle grandi domande.  Se l’uomo è fatto ad immagine e somiglianza del suo creatore. Allora l’immagine diventa la chiave, lo specchio per capire ciò che siamo e ciò che non siamo. Ma l’immagine può anche essere ingannevole. E attenzione quanta laidezza potrebbe dissimulare un’immagine apparentemente bella. Il vero esteta, tuttavia, è colui che sa associare alla bellezza interore quella esteriore. Tornando alla massima del critico Berger,  la trovo veritiera e attuale. A noi uomini mortali e cercatori di bellezza, adattarsi ma con tutte le riserve del caso. 

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Hamid Misk, scrittore.

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