mercoledì 3 dicembre 2014

J’accuse sul fuori del deputato espulso del M5S Massimo Artina



Appena votata online l’espulsione della Pinna Paola e di Massimo Artina è scattata la corsa per darle la solidarietà e magari tirarli dalla parte di chi sta al governo e vuole rafforzare il suo gruppo parlamentare. Sappiamo bene come funzionano i ribaltoni. Il PD e Forza Italia ne sanno qualcosa dato che loro stessi ne sono stati vicendevolmente gli autori in passato e dato che nel loro interno fioriscono sempre le correnti e i complotti. Ho cercato d’immaginare come si fosse svolta una conversazione tra i due, non registrata ma immaginaria, alla stregua di un dialogo teatrale ma veritier. Entrambi, si dice, erano da piccoli compagni di teatro. Non vi saprei d quale teatro si stratta. La cosa non m’interessa affatto.
Ad ogni modo che fosse stata giusta o meno la loro cacciata dal movimento, la cosa che mi meraviglia e m’irrita: è come le persone sono pronte a cambiare casacche e fede in ogni momento, pur di mantenere le loro poltrone e magari qualche soldino. Perciò non esistono le idealità né gli eroi ideali.

M: Pronto.

R: Max.

M: Ren, Renato...! Senti mi ascoltano!

R: Sapesti! Lo siamo sempre Max.

M: Hai visto?

R: te l’avevo detto…, ti ricordi?

M: Sono stati dei porci. Dei porci! Hanno falsificato tutto.

R: Solo ora ti sei accorto? Ma non ti preoccupare! Ci penso

io…vieni da me. Capito! Capito!

M: Io non mollo, tanto quello sta dando i numeri; quell’esaltato

del  commediante. Non lo voglio manco nominare. Hai capito?

R: Ahahah…. Lo sai come la penso. Loro sono loro e noi siamo noi e

prima o poi Pinco pallino rimarrà l’unico iscritto nel

movimento...ahahahh…

M. Lo sapevo.

R: Ci vediamo presto.

M: Ciao Renato. 

Che delusione per noi immaginare tutto ciò. Abbiamo sperato che l’Italia cambiasse, ma sarà davvero difficile, difficile, difficile.

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Hamid Misk, scrittore.

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