mercoledì 31 dicembre 2014

J’accuse sulla forza e la bellezza delle immagini- Parte II




J’accuse sulla forza e la bellezza delle immagini- Parte II

Se le immagini hanno un loro alfabeto, un loro linguaggio che solo gli occhi riescono a decifrare, allora la bellezza e tutti i sostantivi e gli aggettivi affini ad essa. Ne costituiscono l’insieme dei vocaboli e delle espressioni. Michelangelo e Raffaello, a titolo d’esempio, due grandi artisti del rinascimento italiano, ci regalano due immagini straordinarie in cui il motivo della bellezza cosiddetta divino-umana viene dipinta attraverso il filtro della diversa sensibilità artistica di due geni  e i canoni della bellezza idealizzata dall’umanesimo: il corpo nudo è quello di un eroe classico, di apollinea perfezione, che risplende di raggi luminosi, sfolgorante di bellezza. E cos’è ci dice il linguaggio adoperato da questi grand’artisti? Che cosa noi possiamo imparare da coloro che nella consapevolezza, e aggiungere per chi non lo sa, nella grande fede religiosa di cui erano mossi, essi rappresentavano la bellezza nella sua nudità: cioè esattamente così come essa si presenta a noi. La bellezza, si potrebbe dire, è pura verità e la verità non è sempre bellezza. Lo è raramente quando il bello coincide con il vero. Noi, oggi alle soglie dell’anno del signore 2014, viviamo in un mondo dove la bellezza è solo un retaggio del passato. E ci domandiamo come noi siamo così incapaci di celebrare e di ricreare il bello che è dentro di noi? Non solo ci siamo allontanati dai canoni della bellezza classica, quella che ha fatto grandi i nostri geni, ma abbiamo creato una concezione della bellezza alterata, artificiosa, menzognera e direi anche con un termine brutto quella propagandistica e pomposa, lontana dalla grazia e dalla semplicità esistenziale e gestuale. La bruttezza perciò così come la malvagia e la violenza  e tutti i sinonimi dominano il linguaggio dominante nei nostri tempi. Non vorrei aggiungere altro, ma vorrei celebrare la bellezza in un tramonto dipinto su una tela dove i colori del sole risplendono sulla terra comunicandole quella luce dorata che rasserena i cuori e fa sentire quella gioia di vivere che manca molto oggigiorno a noi.

Buon anno 2015

Hamid

1 commento:

  1. non ho parole.....con quanta delicatezza poni i tuoi versi...e soprattutto leggi nel tempo quanto si è perso...della bellezza quella semplice vera e pura....grazie per questa striscia di prosa poetica...un sorriso e buon anno a te

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Hamid Misk, scrittore.

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