sabato 13 dicembre 2014

J’accuse sull’assassinio del ministro palestinese Abou Ayne dei territori occupati da parte dell’esercito israeliano




Povero Abou Ayne! In lingua araba Abou significa Padre e Ayne, la sorgente o anche l’occhio. Si era recato in una manifestazione palestinese volta a piantare degli alberi d’ulivo su delle terre, dove qualche giorno prima degli uliveti sono stati strappati dai coloni israeliani, come atto di prepotenza e di scempio verso la terra palestinese, al fin di costruire su di essa delle colonie per ebrei venuti dall’Europa e da ogni parte del mondo. Ora quando si tagliano degli alberi, e per giunta d’ulivo, l’albero della pace, prma di tutto è un oltraggio alla natura, al paesaggio e alla storia di quel luogo; inoltre, quando si cancellano così decenni e o secoli di tradizioni, di memorie e di affetti e legami tra l’uomo e la sua terra, si dimostra al mondo intero la barbarie e soprattutto qual è la natura del progetto israeliano sia nella Palestina occupata, sia nell’intera area medio-orientale. Abou Ayne è stato ripreso dalle telecamere in diretta mentre, indignato e adirato contro i soldati e i coloni armati israeliani che volevano impedire ai palestinesi di ripiantare gli ulivi, veniva chiaramente colpito al petto da un fumogeno e nel contempo un altro soldato si accaniva contro di lui e lo spingeva, finché venne stroncato da un infarto. Egli dimostrò al mondo intero di avere un grande coraggio nell’affrontare l’odio e la barbarie di chi non ha rispetto per la vita dei palestinesi, per i loro alberi e i loro diritti storici sacrosanti sulla Palestina. Addio Abou Ayne, tu sei un eroe, non sei morto in vano,  perché sarai tu il nuovo padre direi  della "sorgente della resistenza palestinese e araba" . Grazie.  

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Hamid Misk, scrittore.

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