domenica 28 dicembre 2014

J’accuse sull’evoluzione semantica della parola “Sviluppo”-Serge latouche




Per dirla tutta con le parole di Serge Latouche uno dei massimo critici e politologi dei sistemi di sviluppo in vigore nei paesi occidentali, la strada dello sviluppo imboccata non ha portato altro che ingiustizie sociali, disuguaglianze, squilibri, sfruttamento eccessivo delle risorse naturali, ecc…. Insomma, lo sviluppo nel mondo occidentale dice latouche: “può essere definito  come un processo che porta a mercificare i rapporti tra gli uomini e tra gli uomini e la natura. Lo scopo è sfruttare, valorizzare, ricavare profitto dalle risorse naturali e umane.” Lo sviluppo che era concepito sia dagli economisti sia dagli statisti come il mezzo attraverso il quale il benessere economico e sociale delle nazioni si sarebbe accresciuto, è evoluto ad un punto tale che si stanno producendo gli effetti opposti di tale concezione economicistica. Difatti lo sviluppo così come viene usato e abusato è una parola equivoca e persino scandalosa. I politici e gli economisti, nel tempo. hanno cercato di dargli dei nuovi attributi capaci di attenuarne le contraddizioni e i paradossi. Da qui ne discendono parole come sviluppo sociale, sviluppo durevole, sviluppo sostenibile, sviluppo etnico, sviluppo delle specificità…ecc. Insomma la commedia dell’arte che ha preso la parola sviluppo in tutti questi decenni aveva cercato di far durare, e direi servire gli interessi di coloro che sono appunto interessati ad un determinato sviluppo della storia, appunto i capitalisti e i poteri forti-  che stanno diventando più forti degli Stati-nazioni:. La mondializzazione, infatti, è definita dal Serge Latouche come lo stadio massimo a cui è arrivata l’economia mondiale, dello sfruttamento e delle ingiustizie, dopo il colonialismo, gli inganni  e i progetti illusori dello sviluppo promossi ed  intrapresi dai paesi occidentali  industrializzati nei nei paesi del sud del mondo, sempre maggiori e sempre scandalosi e sempre mutevoli e ingannevoli, così come ogni volta evolve e muta la stessa parola "sviluppo". 

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Hamid Misk, scrittore.

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