domenica 7 dicembre 2014

Rulla oh mio tamburo!

Rulla oh mio tamburo! rulla..!
Per questa gioventù che non ha futuro
il tuo echeggiare mi trastulla,
e mi rende un po’ più allegro e sicuro

Il tuo suono mi spinge a non mollare,
a non abbandonare la mia trincea,
a credere nei miti che mi fanno ballare,
e sentire l’eguaglianza come una sacra idea!

Tutti gli uomini nascono liberi?
O solo quelli che possiedono l’oro?
Non è l’eterna lotta tra ricchi e poveri
Di plebei umiliati in cerca di lavoro


Sempre loro quegli spietati banditi!
Che vanno oggi ad affittare lavoro in Cina…
di schiavi frustati, sfruttati e sfiniti
e di famiglie mandate alla rovina

In questo tempo dove sono bruciate le risorse
dei roghi dei milioni e dei miliardi!
Che divertono gli speculatori delle borse
e distruggono antichi baluardi

E la dignità dell’uomo rivoluzionario!
Che si oppone a quelli che dicevano più mercato,
Più libertà; e ora al contrario,
Paradossalmente più aiuti di Stato!

Io che ingenuamente credevo,
che fosse realizzabile l’età dell’Oro,
ma oggi ci troviamo davanti al medioevo
con l’idea che non esiste più nessun alloro!

Nessuna “America” da scoprire!
Nessun pianeta o rivoluzione da inventare
solo il dolce arenarsi e soffrire
In questo nauseabondo mare

Perciò rulla o mio tamburo!
Per ogni indiano, ogni africano,
per ogni italiano che non ha futuro…
e la sopravivenza del genere umano.








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Hamid Misk, scrittore.

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