domenica 11 gennaio 2015

J’accuse 11/01/15 sul terrorismo mediatico del leader della Lega Salvini




Più passa il tempo e più si nota una salita dei toni nel linguaggio del politico Salvini contro gli immigrati, i mussulmani, gli zingari, ( ma non questa volta i meridionali che lui vorrebbe riconquistare a diversità dei suoi predecessori). Salvini, uno dei giovani leader della Lega Padana, deputato europeo, fino a qualche tempo fa si occupava della propaganda politica di radio Padania, formazione questa che gli aveva consentito di affilare il suo lessico politico, a dir poco garbato e rassicurante. Dopo la caduta di Bossi e del cosiddetto “cerchio magico”, accelerata dalle inchieste e dagli scandali politici della lega padana: corruzione ed uso improprio dei soldi dei finanziamenti pubblici, venne la volta buona per il piccolo leader padano, favorito in questa ascesa proprio dall’ex ministro degli interni e attuale governatore della Lombardia. Ora dopo qualche mese dalla sua investitura come segretario della Lega, Salvini sembra aver accresciuto il gradimento suo e del suo partito, nel vuoto e la crisi di leadership che caratterizzano oggigiorno tutte le destre italiane. Si potrebbe dire mutuando da un linguaggio cinematografico: “Salvini va veloce”. Ha superato tutti i leader di centro-destra ed è diventato il secondo leader gradito dagli italiani dopo Renzi. Bene che performance però! Questo, se andiamo a vedere il perché di quest'ascesa, ce la dice lunga non solo sulla mediocrità, e direi la qualità della gente che pensa che i problemi del paese potrebbero essere risolti da personaggi mediocri e partiti del genere, che tra l’altro sono rimasti per molti anni al potere con Berlusconi, senza concretizzare nulla di buon per l’Italia, ma anche sulla gravità della situazione economica e politica nel paese nell’assenza di veri e rappresentativi attori politici, alla luce del forte astensionismo e della disaffezione dalla politica che regna oggigiorno in Italia. Ebbene Salvini direi è un “costrutto mediatico” la cui arma è quella di offendere i diversi e i più deboli della società per guadagnare consenso politico. Mi scandalizza il fatto di sentirlo dire dopo l’11 settembre europeo: “attenti perché anche dal vostro pianerottolo, si potrebbero annidare i gihadisti”, oppure ancora" i mussulmani attendono di raggiungere il 51% per cento della popolazione per conquistare il potere...” Insomma, pensando a queste affermazioni e a chi le gradisce non posso dir altro che si tratta: della mediocrità fatta politica e la pura propaganda quando le parole creano il terrore e lo sconcerto nel nostro paese.  

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Hamid Misk, scrittore.

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