domenica 1 febbraio 2015

J’accuse del 01/02/15 monologo di un presidente appena eletto



J’accuse del 01/02/15 monologo di un presidente appena eletto

Che onore essere il presidente di un paese grande come l’Italia!
La mia casa sarà il Quirinale! Il Colle più bello di Roma, caput mondi. Avrò tanti servitori, tante guardie e corazzieri…Sarò io il Papa, il Re, il presidente, ma soprattutto il padre di tutti gli italiani senza distinzione di razza, di lingua, di estrazione politica e sociale. Quanti privilegi avrò…? Non m’interessano quegli eccessi e cerimonie pompose. Voglio essere un presidente semplice e amico del popolo, un presidente rivoluzionario, ma dentro la grande Costituzione della Repubblica italiana. Ah quante responsabilità peseranno sulle mie spalle? Quante speranze saranno e sono state depositate sulla mia persona stimata ed integerrima. E quando ci penso…a lui, lui… “ Er fico di Firenze!!”. Pensa che sarò la sua marionetta? Se lo scordi… Al momento opportuno saprò sciogliere questo parlamento illegittimo e mandare tutti a casa. Quante porcate vogliono ancora approvare? E l’altro! Quello il gran Cavaliere deluso. Ora starà nel suo castello ad implorare ancora il suo “Mammì”. Lo immagino urlare nelle sue stanze: “ Oh Mammì mio!”. Mammamia…, mammatah, gli direi in siciliano! E’ finita. Ehi! E’ quella cosa chiamata Papello? Quanti misteri ha celato il mio predecessore? Saprò finirla con tutto ciò… Sono io il presidente della Repubblica italiana. L’amico del popolo. 

Amico del popolo!
Presidente rivoluzionario
Sappi che non sarai solo…
Sappi che sei depositario…
Di tante speranze e sogni
E tutte le riscosse ed ogni…
Oh presidente del paese più bello!
Saprai uscire dal tuo Castello
E venire incontro alla gente
Oh audace presidente!



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Hamid Misk, scrittore.

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