domenica 8 febbraio 2015

J’accuse del 08/02/15 sul bene e sul male

J’accuse del 08/02/15 sul bene e sul male

Io parlerei del bene e del male come qualcosa di necessario e d’inevitabile che il destino frappone  sul cammino d’ogni uomo e della stessa umanità a cui apparteniamo. Durante la storia plurimillenaria dell’uomo sulla terra, si sono affrontate in continuazione e senza sosta talvolta delle difficoltà o delle avversità che si traducevano in epidemie, calamità naturali, talaltra in drammi e tragedie provocate dall'idiozia, dall'egoismo e dal fanatismo degli uomini come le guerre, le schiavitù, i soprusi, lo sfruttamento eccessivo delle risorse naturali con tutti gli effetti nefasti sul clima e sulla qualità della vita a cui assistiamo oggi. Insomma la lista è lunga e direi le sfide che s’incontrano via via col tempo sono ardue e talvolta insormontabili.
E’ una lotta tra il bene e il male. Il bello è l’umanità con tutte le razze, le culture, le religioni,…che la caratterizzano e il male è sempre in agguato per distruggere e annettersi ciò che di bello e di buono ha questa fragile, caparbia e combattiva umanità. E’ un vero braccio di ferro dove l’uomo combatte contro il male.
Oggi quando pensiamo al male, pensiamo al fanatismo religioso di qualunque matrice e alla guerra che esso porta dentro di sé contro la stessa umanità oppure ancora alla povertà dilagante e alle disuguaglianze! Chi ha generato questo male e lo sta acuendo? E’ indubbio che una mano malefica abbia pigliato, spogliato, sfruttato e monopolizzato delle risorse e dei capitali. Una mano diffusa, invisibile e onnipresente orchestra questa selvaggia mondializzazione, questa supremazia dei capitalisti e finanzieri sull’umanità. In questo quadro persino gli Stati nazionali con i loro parlamenti non sono più in grado di opporsi a questo sistema. Lo vediamo oggi nel funzionamento delle ridicole istituzioni europee che gli stessi cittadini europei non capiscono più…. Questo allora è un male a cui opporsi. La stessa guerra d’Ucraina è generata da questo sistema che vuole annettersi tutto in nome della prepotenza militare. Non esiste il pudore e il rispetto nelle Relazioni internazionali: il solo linguaggio valevole è quello della forza militare. Insomma povera umanità sempre pù fragile e sempre più esposta a nuove epidemie, guerre e dittature.


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Hamid Misk, scrittore.

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