martedì 24 febbraio 2015

J’accuse del 24/02/15 Dialogo tra Khalid Chaouki e la Santanché sull’Islam moderato sull’Islam moderato.






J’accuse del 24/02/15 Dialogo tra Khalid Chaouki e la Santanché sull’Islam moderato sull’Islam moderato.



Che casino! definire moderato uno che rinuncia ai suoi diritti è una cosa buffa. Il diritto alla vita, ad una patria, il diritto alla casa, il diritto al cibo, i diritti politici e sociali, il diritto soprattutto alla dignità. Noi stiamo vivendo in un mondo dove l’uomo ha sempre meno diritti e dignità. Lo osserviamo bene sui teatri di guerra dove milioni di persone sono state uccise e altre decine di milioni sono state costrette all’esilio. Allora che cos’è la moderazione? E’ la rassegnazione e l’accettazione delle ingiustizie! E’ la subalternità pacifica alle forze che dirigono l’orchestra del male! E’ una parola curiosa la moderazione. Khalid Chaouki milita per un’idea dell’integrazione un po’ equivoca e strumentale come lo è il partito democratico in questo frangente della sua storia. Gli immigrati in Italia passano dalla padella alla brace delle leggi e dei decreti che li riguardano, per non parlare delle problematiche e gli ostacoli alla loro integrazione nel tessuto sociale ed economico del paese. Io ho una lunga esperienza da immigrato e vi posso garantire che molti di quelli che avevo conosciuto durante trent’anni della mia permanenza in Italia mi hanno sempre parlato del loro amore e odio per questo paese: è impossibile vivere in pace e avere una stabilità economica. Già! E’ un sogno la stabilità come il lavoro, come la famiglia…tutto è un sogno, com’è allora deve essere questa moderazione e questo ce lo siamo immaginati in questo dialogo immaginario ed esilarante tra la Santanché e Khalid Chaouki

Khalid: Salam Italia!

Santanché: Salame! Pensate solo a mangiare voi! Gli italiani non mangiano più!

Khalid: E’ un saluto; e un modo per augurare la pace!

Santanché: Ma di quale pace stai parlando? L’Isis ha minacciato l’Italia. I mussulmani sono un pericolo per noi.

Khalid: Ma non fare di dell’errr..ba un fascio… ci sono i mussulmani moderato come me. Mi vedi?

Santanché: io vedo un barbuto moderato! Ahahahah. Ma siete tutti uguali. Tornatevene a casa vostra che fate meglio.

Khalid: Non offendere o sennò la querelo…

Santanché: Non parlarmi di Islam moderato! Ma non avete visto quanti immigrati delinquenti ci sono in giro. Ci hanno invaso…, non ne se può più. Mamma i turchi!
Khalid: Io sono un giovane turco del partito democratico. Non offendere.

Santanché: Mamma i turchi!


E’ un dialogo tra sordi. Va salutato lo sforzo di Chaouki. Ma la politica ha bisogno di altro per essere persuasiva.

1 commento:

  1. Diritti:
    noi stiamo vivendo in un mondo in cui l'uomo ha sempre meno diritti e dignità.
    Ma caro amico,certo che se diamo ascolto a Giuseppe Mazzini, persona adatta al caso da te sollevato,che sosteneva,tra l'altro,che OGNI DIRITTO E' FRUTTO DEL DOVERECOMPIUTO,dobbiamo dedurre che in questa mala tempora ,pochi fanno il loro dovere.
    La moderazione,chiamala come vuoi tu,ma sento che io,pur essendo di spirito compattivo come da oplita di Leonida,credo che almeno in certe situazioni devo moderarmi.Caro Hamid, la tua biografia sembrerebbe valido il tuo pensiero qui esposto,avverso alla moderazione.Vedi in greco antico e moderno moderazione si dice métrios da métron :metro,misura. Dunque c'è il concetto di misurato,che osserva la misura,regolato,equo,giusto,umanitario.Ecco cosa bisoigna intendere per moderazione. quando si è costretti ad agire in condizioni violente.Ecco quindi come è difficile essere equilibrati nelle nostre risposte alle esigenze della situazione.
    Serena giornata

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Hamid Misk, scrittore.

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