venerdì 15 maggio 2015

J’accuse del 16/ 05/15 sulla Nakba Palestinese




Chi meglio di un’immagine potrebbe rappresentare la tragedia vissuta da  milioni e milioni di palestinesi: essere costretti a lasciare le propri case, le proprie terre,  le proprie città, i luoghi dove si sono aperti gli occhi e dove tutto è cominciato…i ricordi, gli affetti, le emozioni, le gioie, e soprattutto la memoria storica di quel luogo…E’ un bel dramma,, una cosa insopportabile che la mente umana non può accettare. L’essere stati espulsi dalla propria patria da delle bande di terroristi e da degli immigrati ebrei venuti a ogni dove, a pretendere che quella terra è la loro e che bisognava lasciargliela o morire. E allora tanti hanno lottato e sono morti su quella terra e tanti sono stati caricati con la forza,così come venivano caricati gi ebrei dai nazisti e dai fascisti e portati ai campi di concentramento, e portati via a degli esili a degli inferni dove a tutt’oggi, si continua a sognare il ritorno negato proprio dai governi israeliani.  Uno di questi emblematici campi profughi è quello di Damasco dove si muore oggi bombardati e isolati da tutto il mondo, per l’unica colpa che si è palestinesi…Peccato! Nessuno dei potenti ascolta quelle voci e quelle sofferenze. Nessuno vuole ammettere il crimine commesso contro di loro dalle grandi potenze. E pure direi, per finire lasciando alle immagini d’illustrare meglio questa tragedia: quel diritto al ritorno dei profughi a casa loro, potrebbe essere la fine di questa tragedia e l’inizio di una nuova era di pace tra arabi e israeliani. Peccato che nessuno lo ha capito ancora, come noi lo sentiamo e lo capiamo: il diritto al ritorno e all’autodeterminazione del popolo palestinese con accanto lo stato ebraico.

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Hamid Misk, scrittore.

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