domenica 21 giugno 2015

J’accuse del 21/06/15 sulla scomparsa dello scrittore e intellettuale maghrebino Khaled Fouad Allam



Ho appreso la sconvolgente notizia  il giorno dopo il ritorno dal mio ultimo viaggio in Marocco: l’amico Khaled è deceduto  il 07 giugno a Roma. E’ stato trovato esanime  nella  stanza di un albergo presso la Stazione Termini di Roma.  E’ morto proprio  in quel quartiere che amava e visitava spesso, dove vivono tanti immigrati di tute le nazionalità e dove spesso gli capitava, come spesso raccontava d’imbattersi con degli immigrati che lo salutavano calorosamente e gli chiedevano di non mollare la loro causa…Khaled era un intellettuale di razza, un uomo illuminato ed equilibrato, un libero pensatore e soprattutto un uomo del dialogo tra le culture. Egli credeva nella convivenza delle diversità culturali e religiose e delle civiltà, in quel sogno di una Polis universale e cosmopolita, così come  era stata immaginata e sognata dai filosofi e scienzati nei diversi periodi della storia del Mar Mediterraneo…, questo grande Mare dalle civiltà arabo-islamiche e giudaico cristiane. Nessuna esclusione, nessuna rassegnazione. Ogni uomo, ogni credo, ogni dettaglio ha il suo valore e la sua partecipazione in quella società ideale di cui andava tanto raccontando i pregi e la necessità per gli uomini. Io l’ho incontrato una volta e gli ho esposto il mio primo romanzo: Un viaggio all’altra Mecca. Ci incontrammo vicino a Montecitorio, palazzo che lo affascinava e frequentava spesso, per via della sua elezione a deputato. Ma la politica si sa come si svolge in Italia! Un giorno sei un Re e un altro non sei nulla! Allora mi parlò della sua malattia. Mi disse che il diabete lo sta logorando. La cosa mi dispiacque. Poi, lo invitai a prendere un caffè al Bar Giolitti  sito di fronte al parlamento. Lì mi disse che aveva in mente qualche  parola per il mio romanzo. Mi dettò e scrissi : La mondializzazione è quella degli esseri umani. L’emigrazione è lo specchio di tutto ciò che si sta muovendo nel mondo. Avremo sempre bisogno di una nuova letteratura che narra questo decentramento costante dell’uomo verso altre culture e religioni, facendo incontrare gli uni con gli altri : l’Islam verso il Cristianesimo e viceversa, nei quali potremo ritrovare questo universalismo: anima del mondo
Il romanzo di Hamid  Misk ne è una bellissima testimonianza.


Io lo ricorderò così: Fouad è un uomo esemplare, uno studioso fine e raffinato e un uomo  del dialogo tra le culture e le civiltà. Ciao Khaled Fouad.

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Hamid Misk, scrittore.

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