domenica 15 novembre 2015

J’accuse del 14/11/15 sugli attacchi a Parigi



Il nostro cuore e la nostra solidarietà sono con la gente, il popolo di Parigi e di Francia in questo momento così difficile e carico di drammi, di guerre e d'emergenze.
I governi  del mondo devono fare di più per assicurare ai loro cittadini la pace, la sicurezza e l'incolumità fisica...Se Parigi oggi è sotto attacco è perché qualcuno ha qualche responsabilità: Ci sempre delle cause e delle concause che provocano la violenza e l’odio ceco. A che cosa serve uccidere delle persone che non c’entrano per nulla nelle tragedie e nelle guerre del Medio - oriente?  La Vendetta è compiuta e come ha detto Papa Francesco: “è una terza guerra mondiale a puntate”.  Condivido questo pensiero.  Ma vado oltre bisogna fare qualcosa in più per fermare questa guerra. I governi occidentali hanno una responsabilità capitale.  Bisogna coinvolgere tutte le istituzioni, scuole, università,  e tutte le società civili dei paesi interessati siano essi di cultura occidentale o islamica. Bisogna guardarsi in faccia e dirsi quali sono i problemi che provocano il terrorismo, l’odio,  il razzismo.  L’attacco a  Parigi è prima di tutto un attacco rivolto contro la convivenza pacifica delle componenti etniche e religiose che fanno parte di questa città ed è rivolto contro gli stessi mussulmani che convivono in pace con i loro fratelli cristiani  e quelle delle altre religioni. Certo, si è omesso di vigilare, di fare buone politiche e soprattutto di combattere per quell'umanità abbandonata alle miserie e ai fanatismi etnici e religiosi, fomentati proprio da chi bada solo ai propri interessi strategici, politici ed economici.  Ricordiamoci sempre che la caduta degli Stati nazionali d'Iraq, di Siria e di Libia, voluta dai governi d'oriente e d'occidente è proprio alla base della nascita dell'ISIS. Si doveva privilegiare il dialogo e la diplomazia. Ora che cosa si deve fare?
L'Occidente è diviso e impotente ed è per giunta in rotta di collisione con la Russia. Nessuno osa pensare  a mandare le sue truppe a combattere in Siria, in Iraq e in Libia.  Chi dovrà combattere allora per l’Occidente?

Chi dovrà tutelare lo stato di diritto e le vite delle persone? E pure una risposta dovrà essere data e nella maniera più decisa e ferma per fermare questo massacro sia in Europa che altrove.

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Hamid Misk, scrittore.

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