martedì 16 febbraio 2016

J’accuse del 15/02/2016 sulla nuova esclation militare in Siria



Che cosa hai fatto tu oh Siria?
Per vedere distrutta ogni tua meraviglia!
E subire le più terribili offese
Quanto Vorrei salvarti dalla morsa
Degli orchi e d’ogni violenza
Come se fossi tu il mio paese…


Durante la prima guerra del Golfo del 1990, scoppiatasi a seguito dell’occupazione del Kuwait, considerato come 19a provincia dell’Iraq da parte di Saddam Hussein, Hafez Al Assad, padre dell’attuale Bashar Al  Assad, diede tutto il suo appoggio alla coalizione internazionale guidata dagli Sati Uniti d’America per liberare il Kuwait. In quell’occasione il regime di Assad padre, era servito a qualcosa. Nonostante fosse iscritto da sempre nella lista nera dei paesi cosiddetti canaglia. In quel contesto, il regime di Damasco si era guadagnato il riconoscimento e gli elogi non solo degli Stati Uniti d’America ma anche delle stesse monarche del Golfo, considerate come non solo come i veri mandanti di questa guerra, ma anche e soprattutto come le prime a trarre beneficio da quell’altra maledetta guerra che aveva opposto l’Iraq all’Iran per oltre nove anni e che ha visto in Saddam Hussein il vero paladino e protettore dei paesi sunniti dalla minaccia dell’Iran Khomeinista (e quindi sciita). In effetti se si risvegliasse Assad Padre dalla morte e trovasse che la sua Siria  distrutta da coloro con i quali si era alleato per combattere Saddam, si adirerebbe e si chiederebbe: perché sono sempre gli stesi attori politici ad imbarcarsi in guerre fratricide e assurde? Prima li andava bene il Assad sciita e ora no? “La mia Siria urlerà dall’oltretomba non è mai stata solo sciita né solo sunnita, né solo curda, né solo drusa, né solo ebrea, né solo cattolica, né solo ortodossa… La mia Siria è stata un paese di tutte le minoranze e soprattutto un paese della Resistenza, un paese nazionalista del Baath. Sapete che cosa significa la Resistenza? Sapete che cosa era l’ideologia del Baath? Voi che avete aperto i vostri paesi agli imperialisti e ai sionisti! Che lo vogliate o no figli ingrati e indegni di questa nazione, è questa la verità.”. La cosa sbalorditiva e scandalosa in questo contesto è che qualcuno vuole la distruzione di questa nazione usando la leva delle guerre inter-religiose e inter-etniche. Nessuna Mecca può essere usata a questo scopo. Né i sauditi né i persiani hanno il diritto di farlo. Coloro che spingono gli uni e gli altri ad armarsi e a combattersi hanno ben chiare le idee. Il loro progetto è incominciato molto prima con la distruzione dell’Iraq e poi via via con tutti gli altri paesi arabi. L’intervento della Russia nella regione araba è una conseguenza di tutta questa successione incresciosa di interventi. Sono sempre gli stessi attori regionali a portarsi e a generare nuovi germi di nuove guerre egemoniche camuffati da guerre o minacce etniche. Eppure direbbe ancora Assad Padre dall’oltretomba: ho fatto male ad alleami una volta con voi: avrei dovuto evitare quella terribile tragedia al popolo iracheno. E Saddam gli risponderebbe più fermo e più lungimirante che mai: chi di spada ferisce, di spada perisce. “ Dopo di me il diluvio!”. 

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Hamid Misk, scrittore.

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