mercoledì 23 marzo 2016

J’Accuse del 22/03/2016 sugli Attentati di Bruxelles– la guerra terrore.




La Guerra del terrore ha segnato un altro punto a suo favore. E questa volta l’Europa è stata colpita al cuore, a Bruxelles. Quest’ennesimo attentato, si direbbe, è stato programmato per produrre ulteriore panico e terrore nel cuore dei cittadini europei. Esso avviene qualche giorno dopo l’arresto di Abdeslam, l’unico superstite del Comando che ha attaccato Parigi.  Ciò è ben significativo e ci fa riflettere e porre molte domande sul grado d’efficienza e d’efficacia dei servizi che contrastano il terrorismo da una parte e dall’altra sull’ampiezza della rete affiliata alla quale appartengono i gihadisti dell’Isis. Quello che balena nella mente è come mai così pochi individui riescono a mettere in ginocchio interi paesi con tutti i loro eserciti e i loro mezzi?  Evidentemente quello che stiamo vivendo è un altro tipo di guerra dove  i numeri e i mezzi non contano, ma conta l’intelligence, la determinazione e il grado di efferatezza e di crudeltà con cui si colpisce i propri obiettivi. La cosa più assurda e disumana è che in questa guerra non si rispetta nessun codice etico o convenzione internazionale.  Non importa che siano colpevoli o meno, che siano esseri umani o oggetti inanimate, ma conta solo il fatto di provocare il massimo numero di vittime e il massimo terrore. Alla luce di ciò, tuttavia, sorge una riflessione conseguente: le strategie e le (politiche)fin qui messe appunto dall’’Europa non sono state in grado di garantirle la sicurezza e men che meno a rispondere alle esigenze di sviluppo e di democrazia dei paesi arabi e non.  Troppe errori sono state commesse in Nord Africa e in Medio - oriente. L’invasione dell’Iraq e della Libia, la compromissione nella guerra civile siriana) e soprattutto i due pesi e le due misure adoperate nell'approccio della questione palestinese, tuttora irrisolta e fonte di radicalizzazione politico religiosa in senso anti-occidentale. E aggiungerei tra queste cause: la mancanza creazione di una zona di libero scambio e di cooperazione economica tra i paesi della sponda sud e quelli della sponda nord del Mediterraneo, la quale avrebbe generato un benessere economico e una maggiore vicinanza e uniformazione dei stili di vita e dei valori culturali.  Quando si pensa a tutti questi problemi e a tutto il male che hanno generato, ci sentiamo pervasi da un sentimento di impotenza e di pessimismo. I problemi del mondo si sono aggravati e resi complessi per colpa soprattutto di chi ci ha governato male accumulandoli e aggravandoli. Gli attentati di Bruxelles ancora  un’altra volta ci gettano in un lutto immenso e ci fanno capire quanto siamo fragili di fronte al terrore. Il nostro pensiero va alle vittime di Bruxelles e di tutte le guerre. 

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Hamid Misk, scrittore.

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