giovedì 25 agosto 2016

J’Accuse del 25/08/30216 sul Terremoto di Amatrice



                                                  Amatrice, Amatrice
                                                  Mi sento infelice
                                                  Quanto ti vorrei risuscitare....
                                                  Quanto ti vorrei immortalare... 


Non ci sono parole per descrivere il dolore, lo sconforto e la rabbia causati dal terremoto che ha colpito l’Italia centrale nella notte del 24 Agosto 2016. Alle 3. 36 di questo triste giorno, l’Italia fu scossa dall'ennesimo sisma. C’è stato bisogno di una scossa di magnitudo 6 perché una serie di paesini storici e pittoreschi venissero strappati a noi: Amatrice, Accumoli, Arquata e Pescara del Tronto. Uno degli esperti fa un primo commento sulla tragedia: “la terra fa il suo mestiere! Noi dobbiamo fare il nostro privilegiando la via della Ricerca e della prevenzione. Solo le case del 6% degli italiani sono immuni davanti a terremoti di magnitudo 6. Il 94 % rischia sempre. Quindi bisogna rimboccarsi le maniche e cercare di investire su un futuro più sicuro…”. Ora se la terra fa il suo mestiere di nutrirci e talvolta di uccidersi sotto le nostre macerie, l’uomo che mestiere fa? Non s’impara mai dalle tragedie che si colpiscono. I terremoti vengono a scoperchiare le nostre debolezze e difetti, dando luogo alle tragicommedie e ai fenomeni corruttivi. Ed  Ogni volta, abbiamo davanti il commediante di turno che chiama il paese alla solidarietà e alla mobilitazione. Tale appello è sacrosanto e condivisibile dal momento che lo stato nazionale non è in grado di prevenire né di attenuare le conseguenze di tali eventi traumatici. Peccato! Ci domandiamo con dolore quanti terremoti ancora debbono avvenire perché s’incominci a mettere appunto una grande strategia nazionale ed europea contro i terremoti?  Sappiamo bene che le conoscenze scientifiche in tal campo non ci consentono ancora di prevenirli  Ma possiamo fare di più….,  incrementando lo sforzo due versanti:
-il consolidamento delle strutture degli edifici storici;
- la costruzione di nuovi città con tecniche antisismiche. 

Lo possiamo fare benissimo dal momento che la terra, così come ha dichiarato lo scienziato anonimo continuerà a fare il suo mestiere: a muoversi e a seminare nuove stragi.  Il mio pensiero va, infine alla città di Amatrice dove ho vissuto un anno della mia vita, ma anche alle altre città colpite. Il terremoto vi ha assurdamente e impietosamente cancellati. Ma dentro i nostri cuori ha eretto per voi un amore eterno. Possiate un giorno rinascere dalle vostre ceneri e riavere le vostre città, le vostre case, i vostri giardini e nuovi amori che celebrino la memoria dei vostri cari defunti. Che i morti riposino in pace e che i vivi lottino per avvenire migliore.

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Hamid Misk, scrittore.

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