giovedì 29 settembre 2016

J’accuse del 29/09/2016 sugli ottant’anni di Berlusconi



Devo ammettere che questa volta il mio odierno J’Accuse è abbastanza sofferto e insolito, perché avrei voluto scrivere di tanti temi così attuali e scottanti, primo fra i quali è la vergognosa e assurda guerra civile internazionale siriana. Dove possono spingersi la pazzia e l’odio? Nessuna religione, nessun Dio, nessuna etica, nessuna patria, nessun diritto possono consentire questo massacro! Com'è triste questo momento per i popoli arabi e mussulmani. Che siano sciiti o sunniti, cristiani o ebrei, che siano di qualunque colore politico o interesse strategico, il feroce e disumano conflitto siriano, dimostra quanto ci si è allontanati da Dio e dalla  stessa religione islamica. Voi che sostenete questa guerra e queste divisioni siete indegni di appartenere alla nostra stessa civiltà umana.  Invece, non dirò altro. D’altra parte penso già di aver detto tutto.  Vi parlerò invece degli ottant'anni di Berlusconi, questo personaggio così famoso, così stravagante e controverso. La sua parabola politica è così lunga e disastrosa, dalle origini molto discusse della sua fortuna, alla sua discesa in campo come egli stesso la definì.  Una delle sue celebre frasi con cui egli incominciò la sua carriera politica: “ il mi consenta”, ci fa riflettere su come il personaggio Berlusconi si fosse schernito d’intere generazioni per conquistarsi il potere in Italia. Quel “ mi consenta” in verità diede luogo in Italia ad una “ quasi dittatura ventennale in cui Berlusconi , brandendo i suoi miraggi politici e la paura dl pericolo comunista, con tutte le sue strumentalizzazioni e le menzogne sull'abbassamento delle tasse, sulla sinistra che “mette le mani nelle tasche degli italiani”, “sul milione dei posti di lavoro”, sullo snaturamento della politica Estera italiana, non più “autorevole ed equidistante” nel Mediterraneo.  Durante, il suo lungo regno,, l’Italia è andata indietreggiando e l’unica cosa ad aumentare è il suo patrimonio, con tutte le leggi Ad personam, varate dai suoi governi.  Insomma, la lista è lunga dei suoi fallimenti. Oggi, compiendo 80 anni, parla agli italiani e loro promette una nuova ridiscesa in campo. Per carità! Mi consenta caro cavaliere. Rimanga nelle sue case. Gli italiani  seri non la voteranno mai più. 

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Hamid Misk, scrittore.

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