venerdì 30 settembre 2016

J’Accuse del 30/09/16 sulla scomparsa di Shimon Peres

J’Accuse del 30/09/16 sulla scomparsa di Shimon Peres


Rabin e Peres volevano, anzi sognavano di fare la pace con i palestinesi, ma non ci riuscirono.  Il generale Rabin fu ucciso da un fanatico fondamentalista ebraico in uno dei suoi comizi, mentre il secondo rimase in vita e fu incoronato come presidente della Repubblica israeliana dal 2007 al 2014. Egli da uomo ottimista e pragmatico che era non aveva mai perso la speranza di ritrovare quella via perduta dei negoziati con i palestinesi. Da ebreo, d’origine polacca, fuggito alla persecuzione e alle forche che i nazisti avevano teso al suo popolo, sapeva che la guerra procurava immani sofferenze e lutti e che lo scontro militare con gli arabi non poteva garantire la pace la sicurezza, a quelli fuggiaschi quali erano gli ebrei, venuti da ogni dove per costruire la loro patria sulle terre dei palestinesi. Insomma, il rimpianto Peres aveva cercato durante gli ultimi anni della sua vita di predicare questa religione della pace ai falchi israeliani, il cui capo fila è Netanyahu, ma non ci è riuscito affatto. Del resto, la situazione, nel mondo arabo si era complicata assai con i sommovimenti scoppiati a seguito della primavera araba e la stessa questione palestinese era passata in secondo piano, eclissata dalle guerre in Siria, Libia, Iraq e Egitto. A chi giova questo scenario apocalittico? Chiederebbe un osservatore "maligno" e attento, sennò, agli stessi nemici degli arabi e dei mussulmani! Oggi il mondo arabo islamico è diviso in due fazioni principali, oltre alle divisioni storiche tra sciiti e sunniti, oggi ancor di più acuiti da bassi e incomprensibili interessi personali tra chi comanda quei popoli, tra moderati e fanatici pronti alla “guerra santa”. Questi banditi si erano dimenticati che le guerre sante non si fanno contro i bambini e le donne e i propri fratelli di sangue. Peres nel vedere i massacri dei civili in Siriia, gli ritornarono in mente quelli dei nazisti a Varsavia. Poveri siriani, avrebbe detto! E palestinesi? Se ne occuperanno i falchi d’Israele e la pietà di un Occidente assente e complice. 

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Hamid Misk, scrittore.

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