domenica 4 settembre 2016

J’Accuse sulla crisi della Giunta del Comune di Roma. L’Amo teso.




Prima delle passate elezioni comunali si diceva che il Comune di Roma era quell’” Amo” che il Pd avrebbe lanciato al M5S per farlo cadere nel tranello degli scandali e del malaffare. Diversi esponenti dei partiti parlarono di quest’eventualità sapendo bene ciò che il Comune di Roma e la sua difficile gestione rappresentavano nel panorama istituzionale italiano.  Con i suoi 13 miliardi di euro di debito, le municipalizzate in mano alle clientele politiche del PD e della destra, le infiltrazioni criminali, gli sprechi e soprattutto il conseguente e crescente degrado di cui soffre la città, il M5S aveva, e ha, davanti a sé la montagna da appiattire. Un compito che richiede delle grandi competenze, una grande determinazione degli attori politici in gioco e soprattutto, direi, una grande coesione tra quest’ultimi.  Ora, nonostante sappiamo bene che i miracoli non si possono pretendere in pochi mesi da una squadra, le ultime vicende delle dimissioni  che hanno investito il Comune di Roma, ci fanno un po’ riflettere e preoccupare sul futuro della nostra città: un capo di gabinetto, i tre manager che guidano Atac e Ama (le due municipalizzate più disastrate d'Italia) e soprattutto un super-assessore al Bilancio, che come si diceva era il “fiore all'occhiello di questa giunta” quale  Marcello Minen. Si direbbe ironicamente che questo fior all’occhiello si è rivelato una spina al fianco! Le lacrime della Sindaca Raggi sono ben significative.  Qualcuno dall’altra parte della barricata, parla di fatti più gravi :È in corso, si dice , una specie di faida all’interno del M5S: da una parte c'è la sindaca e i suoi fedelissimi, sempre più chiusi dentro “ il cosiddetto circolo magico", dall'altra ci sono "gli altri":  delusi e illusi", sempre più esclusi e scontenti. Ovviamente queste voci sono in sintonia con quella strategia dell”Amo” teso da chi vuole che il palcoscenico romano diventi la rovina politica del M5S. Grillo ne è ben consapevole e il suo silenzio e la mancanza di dichiarazioni che mettano luce sull’intera vicenda rappresentano un segnale politico delle difficoltà che attraversa il Movimento in questo momento.  E’ innegabile che vi siano degli attriti in seno alla classe dirigente capitolina; è altrettanto innegabile che la Sindaca Raggi ha la grande responsabilità di scegliere degli Assessori e capi Gabinetto competenti e capaci e soprattutto di rispondere alle attese di coloro che l’hanno votata. L’immagine, ahimè, che ci viene presentata è tutt’altro che rassicurante. Noi che abbiamo votato la Raggi, vogliamo ancora credere nel sogno di una città risanata e prospera, ripulita dalle criminalità e dalla piovra dei partiti. Quel “ Amo” teso al M5S non riuscirà mai a scalfire o a far venir meno questo sogno di una Capitale rinata e di un’Italia risorta tra le grandi nazioni del Mediterraneo. 

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Hamid Misk, scrittore.

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