venerdì 25 novembre 2016

J'accuse un Dialogo tra un funzionario e un professore.

J'accuse un Dialogo tra un funzionario e un professore.


Uno funzionario si rivolge ad un professore:
- Buongiorno professore!
-Buongiorno, rispose il prof
Il funzionario medita su ciò che ha appena detto e replica al professore:
- Ed io chi sono professore?
- Non ne ho la più pallida idea signor funzionario!
- Che cosa la conoscenza senza una buona educazione, domandò il funzionario sconcertato?
-Non m’interessa la buona educazione. A noi professori interessa solo una cosa. Poi il prof si azzittisce.
- Che cosa, chiede il funzionario incuriosito.
- Il potere e i privilegi che ne derivano.
- E la conoscenza, il progresso, la scienza?
- Parli del carro? O del faro?
- Quale carro?  Quale faro?
- il carro del progresso, disse il professore. Quello che ci porta in avanti. Ah, idiota! Sai, quelli che lo guidano sono dei geni e noi siamo solo dei professori. La maggior parte di noi sono dei fari spenti, bui, inutili alla società e all'umanità.
- Poveri professori! Esclamò il funzionario. Siete una casta d’arroganti e d’illusi
- Come? Come osi offendermi, replicò il prof.
- E’ la verità. E’ un paese malato questo. Troppe caste, troppe disuguaglianze, troppe ingiustizie. E voi che cosa insegnate?
- Vada via, s’infurio il prof!

- Va bene, ma prima vada via tu, povero ignorante. Ahi le menti. ah le menti malate...

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Hamid Misk, scrittore.

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