giovedì 29 dicembre 2016

J’Accuse sulla condanna del Consiglio di Sicurezza agli insediamenti israeliani a Gerusalemme Est.









Io non voglio
le case dell'odio
e i ghetti della discordia
separati da un'orribile muraglia
Non voglio l'indifferenza
Chi ha causato questa sofferenza?







Davanti all’ennesima condanna dell’ONU ci sorge il pensiero seguente: se Israele fosse stata trattata alla stessa stregua dei paesi arabi”, cosiddetti "canaglia”, come sono stati da sempre chiamati dalle Amministrazioni della Casa Bianca, essa sarebbe stata oggetto di sanzioni economiche e se non avrebbe obbedito, persino di Raid aerei punitivi, come lo è stato il caso dell’Iraq, della Libia e dela Siria. Ma Israele non è certamente trattata al pari di un paese canaglia, nonostante continua a violare e a non rispettare le Risoluzioni dell’ONU!
Perché questo cambiamento di rotta nella politica Estera Americana?

Obama, nonostante il suo fallimento in politica Estera, ne rappresenta l’eccezione in tutta la storia delle relazioni israelo-statunitensi. Si sa da sempre che gli americani,e gli occidentali in generale, sono stati i veri fondatori di Israele, offrendole sin dalla sua nascita riconoscimento, appoggio e sostegno incondizionato. E persino l’arsenale nucleare israeliano, se non ci fosse stato l’appoggio e l’assistenza della Francia, Gerusalemme non l’avrebbe forse mai realizzato. Ora quando si parla di armi di distruzione di massa, le bombe nucleari in mano ad Israele non rappresentano un pericolo per l’Occidente, ma sono un’arma vincente contro questi paesi arabi siano democratici o canaglia che potrebbero un giorno restituire con la forza ai palestinesi le terre tolte loro con la forza dagli israeliani. Il discorso sulla Nakba palestinese è così lungo che ci appare inutile ripeterlo. Agli israeliani questo discorso non interessa e men che meno la costituzione di uno Stato Nazionale Palestinese accanto al loro. Tornando al nostro discorso di partenza  però, quando uno dei Segretari di Stato americani, e debbo dire il più simpatico forse nella storia americana, ammonisce lo Stato ebraico reo di sabotare la pace con la sua politica di occupazione e di insediamenti nelle terre palestinesi, compresa Gerusalemme Est, allora la cosa ci indigna maggiormente:  un piccolo stato del Medio-oriente lancia la sua sfida alla Comunità internazionale, definendo il voto dell’ONU una vergogna. Netanyahu si era nel frattempo scordato che è stata l’ONU a creare il suo stato di cui lui è ora Primo Ministro. Insomma che cosa chiedeva il Segretario Kerry a Netanyahu: smettetela con questi insediamenti che violano i diritti dei palestinesi, e magari anche quelli dello stesso occidente sempre impaziente di siglare una pace tra arabi ed ebrei, dopo quasi 70 anni di guerre e di lotte anti-occidentale. Quel che sorprende e dispiace in questo contesto è vedere il neo-Presidente Trump fare una dichiarazione che ribalta nuovamente il nuovo indirizzo della politica estera americana: appoggio incondizionato dell’occidente ad Israele e fine dell’Accordo nucleare con l’Iran. In questo modo s’inaugurerà il 20 gennaio una nuova era buia in Medio-oriente. E come augurarsi che l’imperatore ci ripensi e non salga mai su quel trono! Il mondo non ha affatto bisogno di un altro Bush, stupido e guerrafondaio.

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Hamid Misk, scrittore.

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