lunedì 16 gennaio 2017

J’Accuse del 15 gennaio 2017. Qual mondo e qual domani? Sulle affremazioni di Trump sulla Brexit



Certo avevo aspettato prima di scrivere questo primo J’Accuse del 2017. In realtà, come direbbero coloro che usano dei termini francesi per rendere un concetto in italiano. Ho aspettato che la mia nonchalance  venisse risvegliata da qualche avvenimento straordinario o dal passar del tempo stesso. Ma nulla è accaduto di così eccezionale. Allora giorno dopo giorno ho seguito gli avvenimenti di politica nazionale e internazionale. E credetemi non trovo nulla che rallegra il cuore. Analizzando i fatti, arrivo alla solita conclusione che il mondo si sia avviato verso delle vie senza uscita e degli scontri crescenti inevitabili. Oggi, al mio risveglio, leggo sulla stampa che il neopresidente americano si è rallegrato dell’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea. Che bravo statista mi sono detto! Un presidente americano che fa questo ragionamento delinea la sua idiozia e non conoscenza della realtà e della storia. Se sono stati gli stessi americani che avevano spinto e voluto la nascita delle Comunità Europee, perché Trump ci viene dopo 70 anni di Storia e di edificazione di questa Unione a fare una tale dichiarazione? Il punto debole dell'Europa è laver scelto una stretgia sbagliata vesro la Russia.  Siamo quasi alla pazzia e alla insensatezza. Come hanno fatto gli americani a consegnare il loro destino a un simile personaggio?
A mio modesto avviso, se Trump manterrà le sue promesse, il mondo si avvia verso il caos certo.
Come potete immaginare, è stata quest’affermazione, a farmi parlare e a dare luogo al primo J’Accuse del 2017. Il mondo ha bisogno di leader saggi e ben equilibrati. Ne abbiamo abbastanza delle americanate e delle tragedie causate a noi arabi da guerre preventive che hanno provocato dei genocidi e dei drammi immani. Gli amici europei devono prepararsi a far fronte probabilmente a dei complotti volti ad indebolire la loro Unione già fragile dai nazionalismi, dalle diversità d’interessi, dalle loro lingue, religioni, culture diverse. La tragedia della guerra non dovrà mai ripetersi sia in Europa che altrove.

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Hamid Misk, scrittore.

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