venerdì 20 gennaio 2017

J’Accuse del 20/01/2017 sul giorno dell’intronizzazione di Donald Trump


 J’Accuse del 20/01/2017  sul giorno dell’intronizzazione di Donald Trump

Grandi furono le nostre aspirazioni…
E le speranze dei nostri popoli
Ma tutto ciò durò solo
Il tempo di un tiepido raggio di sole

Quando fu eletto Obama, tutti dissero che l’America aveva voltato pagina e aperto un nuovo corso della Storia che avrebbe portato benefici a tutti i popoli della terra. Un presidente democratico di colore e per giunta sensibile alle cause delle minoranze, della democratizzazione delle aree più depresse e sottosviluppate del nostro pianeta. L’America Obamiana avrebbe concorso a portare democrazia, sviluppo e benessere economico e magari un po’ di pace al Medio-oriente e altrove. Invece tutto ciò è rimasto una mera illusione. Oggi un altro presidente si sta accingendo a salire sul trono di Washington. Un presidente molto discuso e discutibile sia per la sua storia personale e il suo immenso patrimonio, sia per le sue idee politiche molto rivoluzionarie e sconvolgenti sia sul piano della politica interna sia quella internazionale. Trump irrompe su Washington come un violento uragano. Oggi il cielo è grigio sopra la fredda Pennsylvania avenue. l’America sembra essere divisa in due fazioni: favorevoli e contrari al nuovo inquilino della Casa Bianca. Ma entrare alla casa Bianca non è come uscirne! Ci entri con uno spirito e ne esce con un altro. Obama ne sa qualcosa. Qui in America, i poteri occulti, o i loby hanno più autorità sul loro presidente. Le promesse fatte in campagna elettorale possono andare a quel paese se non hanno l’avallo di questi poteri. Il primo presidente nero della storia americana non era riuscito a far nulla contro di loro. Non era nemmeno riuscito a chiudere la prigione di Guantanámo, una vera vergogna per il paese. Non era riuscito altresì ad imporsi in Medio-oriente contro i suoi alleati a partire dagli israeliani, dai turchi dai sauditi e dagli iraniani per trovare una soluzione al dramma siriano. Tutto quello che era riuscito a fare sia sul piano nazionale che internazionale verrà spazzato via dall’Orso bianco, Trump. Ed è per questo motivo che l’Establishment lo teme e lo guarda con apprensione e timore di vedere l’America sprofondare in un’era più oscura e fallimentare di quella appena chiusa da Obama.Quando varcherà Trump la soglia della Casa Bianca, si renderà conto della complessità delle questioni che dovrà affrontare e poi via via dovrà trovare la forza, se ne avrà, per opporre al suo Establishment le sue decisioni. A quel punto ci sapremo dire se egli sarà o meno essere un grande presidente degli Stati Uniti d’America, come lui medesimo vorrà apparire ed essere. Per noi, africani o europei, asiatici o latino-americani, i presidenti americani siano democratici o repubblicani hanno sempre avuto a cuore solo ed esclusivamente gli interessi loro. A noi il compito e la combattività di curare i nostri sapendo con quale attore avremo a che fare. Che il domani sia migliore.

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Hamid Misk, scrittore.

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