domenica 22 gennaio 2017

Rigopiano



Sudario di neve!
Deambulo sulle macerie innevate,
incredulo e mi domando dove eravate?
La vita! Quanto fu breve?



Sono sepolte le case e le chiese
del mio amato paese
del povero e del borghese...
Oh creature a me appese!



Mio dolce Rigopiano!
Oasi di pace e di riposo
Dimmi che il domani non sarà tenebroso?
Ed ogni sogno non più  lontano



Passeggio come un gabbiano...
e vedo le tue ferite.
E sento le urla delle anime rapite
Dalla valanga di Rigopiano



E nel cielo immenso
O sudario immacolato!
Piango il monte innevato
Dov'è finito ogni verso...





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Hamid Misk, scrittore.

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