domenica 5 febbraio 2017

J’Accuse del 5/02/2017 sul grande complotto in atto contro la Sindaca Raggi e il M5S

Roma, te lo dico, in romanesco:
è bella, magnifica ma 'mfame
Domandalo al suo cuor in fiamme
Basta er poco de stupidità per darle l’innesco


Non c’è alcun dubbio che alcuni gravi errori sono stati commessi dalla Sindaca Raggi. Primo fra i quali quello di aver scelto come suo braccio destro un uomo ammanicato con le precedenti amministrazioni comunali e faccendiere sul quale si aggiravano  tante ombre. Secondo, la nomina di suo fratello, intervenuta dopo, insomma lascia molti dubbi o conferma quella verità costruita ad arte, sia dalla sua presunta ingenuità, sia da chi aveva architettato, ben prima che venisse eletta la Raggi, questo scenario desolante e fallimentare del M5S a Roma. Chi analizza da un angolo neutrale questa vicenda non può, dopo aver preso in considerazione tutti gli elementi oggettivi, e magari tenendo ancora presente che vi sono altri che non sappiamo ancora,  non fare le seguenti due considerazioni:

-          In questa vicenda vi è una palese ingenuità della Raggi. O si tratta di un personaggio ingenuo e poco preparato a questa funzione così complicata che avrebbe richiesto una lunga esperienza e delle grandi competenze. E a prescindere da questo, vi è oltretutto un allontanamento dai principi etici e rivoluzionari alla base del nostro Movimento. Avvicinare e incaricare un personaggio ammanicato, come si direbbe a Roma, non seguendo i consigli dei militanti e di alcuni esponenti del M5S, insomma tutto ciò ci ha portato a questa esposizione, usata ad arte dal PD e dai “Lombardi” del Centro e del Nord.
-          La seconda considerazione che emerge naturale è che vi è un uso sistematico di questa vicenda da parte dei media nazionali e dei partiti avversari per conferire il colpo di GRAZIA al Movimento creato da Beppe Grillo, che noi abbiamo sostenuto fin dall’inizio. Vi è un palese complotto, e le parole sono gravi, architettato ad arte, dalla politica e da altri ambienti per far sì che il M5S fallisca a Roma e non si proponga per le prossime elezioni politiche come una potenziale forza di governo.

E’ chiaro alla luce di queste due considerazioni che la situazione è ben complessa e intricata e la posta in gioco è GROSSA: in questa partita si gioca l’avvenire del M5S. Ed è per questa ragione che Beppe Grillo, pur non condividendo il comportamento ingenuo e comunque poco fedele ai principi etici del Movimento, cerca di salvare il salvabile. Qualcuno ha detto che il problema originario è insito proprio nella qualità e nella "limpidezza" degli iscritti al Movimento nella Città eterna. Molti di coloro che aderirono, aggiunge l’analista, lo fecero dopo le passate elezioni politiche con delle idee e dei progetti che non hanno nulla a che fare con gli ideali del Movimento: il risultato si è visto. E' condivisibile?   Rimane ancora da vedere quello che verrà fuori dalle inchieste. Il complotto è perfetto, ma l’ingenuità è insuperabile. Pertanto la città rimane bloccata da questa lotta tra i partiti, dal fango e dalle buche.  E noi cittadini romani che abbiamo votato, cosa ci aspettiamo? A ciascuno le sbarre che merita.

Chi ha commesso qualche reato dovrà pagare. I cittadini romani non vogliono che la lotta tra i partiti sia alla base della loro infelicità e soprattutto alla base di tutte le disfunzioni di cui sono oggetto giornalmente. 

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Hamid Misk, scrittore.

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