venerdì 24 febbraio 2017

J’Accuse sulla debolezza dello Stato di fronte alle Corporazioni- Caso Tassisti.

J’Accuse sulla debolezza dello Stato di fronte alle Corporazioni- Caso Tassisti.

Sulle macerie della democrazia
Come il magma della tirannia
Marciano le corporazioni…


Ogni volta che un governo abbia avuto il coraggio di varare una riforma che liberalizza il mercato dei taxi, ci siamo trovati davanti al caos: città bloccate, marce sui ministeri, saluti fascisti, violenze con tutti i disaggi che ciò crea alla cittadinanza. Ed ogni volta, davanti a questo caos, creato ad arte da una parte minoritaria e insignificante della popolazione, lo stato arretra e ritira i suoi designi di legge. Ci domandiamo con viva preoccupazione: dov’è lo stato di diritto? E perché lo stato non usa tutti gli strumenti a sua disposizione per prevenire, impedire e reprimere tali violenze e degenerazioni? Se ogni volta lo stato cede davanti agli squadristi, un giorno ci troveremo con una nuova marcia su Roma, con tutti gli sconvolgimenti e i drammi che essa porterà. Ma aldilà di questa annosa questione, il problema principale rimane quello della debolezza dello stato davanti a questi facinorosi! Una debolezza incomprensibile e sintomatica di uno stato di diritto che sembra, in questo delicato e drammatico momento storico, essersi poggiato sul magma di un vulcano che rischia di esplodere da un momento all’altro. I tassisti per l’ennesima volta bloccano il paese, perché sanno che ogni volta, lo stato cede davanti alle loro pressioni. I privilegi e gli interessi di questa corporazione, come di tutte le altre corporazioni, sono duri a morire. E’ il paese delle corporazioni! E questo c’inquieta e ci ricorda un altro periodo storico non meno traumatico. Ogni volta il paese viene ricattato e bloccato dalla corporazione di turno per impedire all’ennesimo governo di liberalizzare il settore in questione. L’Italia, Repubblica democratica e sociale, non può non garantire il lavoro e la dignità ai suoi cittadini, ma anche una mobilità sociale come diritto e dovere dei cittadini imprescindibili, esattamente come recita il secondo comma dell’articolo 3 della Costituzione italiana “ E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.” Se ciò, venisse applicato, non ci troveremo ogni volta davanti al caos. Non c’è pericolo maggiore di quello di sfidare lo stato.  E peggio ancora, quando questo stato cede davanti ai terrorissimi vari delle diverse sue Corporazioni.

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Hamid Misk, scrittore.

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