sabato 4 febbraio 2017

Sonetto o schiaffetto

Ci voleva non solo un bel sonetto!
Ad una difficile difesa
Ma un suonante schiaffetto
Per non dichiarare la resa!

Perché non sostenerti significa morire?
Ammettere che il Movimento abbia fallito
E’ comodo dire che il mondo si sia accanito!
Ma è pur giusto dubitare e dissentire

Ti abbiamo consegnato la corona più contesa
E il popolo era lusingato e illuso
Nella Roma dove il malcontento è diffuso
e la cittadinanza nel mirino d’ogni offesa
E tu ignara o cosciente…?
Hai accettato l’investitura e il sogno
Poi è cominciata la sventura
E l’assedio del Campidoglio

Hai voluto gettarti nelle braccia di un fascio
Dal passato discutibile e losco!
Ma non c’era nessun’altro nel bosco?
Gentile e poco propenso allo sfascio!

Che sia però scritto e inciso
Anche questa  benedetta volta
La corona! Nessuno te l’ha tolta
Così Grillo ha deciso!

Pertanto, la magistratura indaga
E chi sa cosa verrà fuori…
Ammettere i propri errori!
Sì è bello, ma l’infamia dilaga

Orchestrata dai Lombardi e i compagnucci,
che t’avrebbero divorata e data alle bestie
Ma ahimè non sono ancora finite le notizie
E chi sa a che cosa vogliono ridurci?

Roma, te lo dico, in romanesco:
è bella, magnifica ma 'mfame
Domandalo al suo cuor in fiamme

Basta er poco de stupidità per darle l’innesco

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Hamid Misk, scrittore.

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