venerdì 30 giugno 2017

J’Accuse del 30/01/2017 sulla questione Libia e l’emergenza profughi


E Gheddafi mormorò dalla sua tomba
Non è una mia maledizione questa?
Vedere la mia Libia funesta
Vorrei ritornare come una colomba!

Ma ahimè, la mia gente si è impazzita
le città non hanno più lo stesso splendore
Piango e vedo solo orrore...
Ogni fiaba scritta è finita...

Mi rimane solo un verso...
Dolce maledetto destino
Non sono io il rivoluzionario beduino?
le cui parole hanno irradiato l'universo.... 

J’Accuse del 30/01/2017 sulla questione Libia e l’emergenza profughi

“ L’inerzia e l’indifferenza dell’UE di fronte ai trafficanti di uomini, è un fatto altrettanto criminale!” , ho dichiarato ieri. Che si tratti di  terroristi, falsi Gihadisti, criminali comuni…, tutti sbarcati in Libia proprio grazie all’intervento Nato che ha dissolto il regime di Gheddafi, sino ad allora unico collante e garante del suo popolo, siamo di fronte ad una seria e grande minaccia. L’unico obiettivo e comune denominatore di questi criminali è quello d’inondare l’Italia di migranti, e magari di potenziali terroristi in grado di compiere terribili attentai. La cosa scandalosa e direi persino strana è che si lasci operare una miriade di organizzazione umanitarie nel Mar Mediterraneo, e talvolta persino nel Golfo di Sirte, in stretto coordinamento con le navi provenienti della Libia, consentendo loro ogni volta di svuotare il loro carico di vittime in Italia, facendo proprio ciò che i trafficanti vogliono: inondare l’Italia di migranti e far implodere il suo fragile tessuto economico e sociale. E’ una strategia ben studiata dai terroristi. Si avvalgono bene dal diritto internazionale Umanitario, per realizzare questo diabolico progetto, lucrando centinaia di milioni di dollari sulla pelle dei profughi che vengono seviziati e torturati, se apponessero resistenza. Insomma, davanti a questo minaccioso progetto e raccapricciante spettacolo l’Unione europea , a aggiungerei la comunità internazionale, sono incapaci  di reagire e di contrastare l’azione dei trafficanti. A noi cittadini del mondo, e non specificherei europei o meno, ci ripugna questo spettacolo e l’immobilismo della Comunità internazionale. Vorremmo che venissero aperti dei canali legali per l’emigrazione da questi paesi, togliendo, togliendo così clientela e danaro ai trafficanti. Sì alla solidarietà ma non all'invasione programmata. Non si può affatto affidare il nostro destino a chi trama contro di noi, inondando le nostre città di accattoni, di gente disperata e magari di potenziali criminali, che non verranno mai integrati nel tessuto economico, sociale e culturale. Un giorno parlavo con un vecchio saggio sul tema dell’Accattonaggio. Egli mi fece una domanda sulla polis ideale: qual è la polis ideale? Quella dove ci sono degli uomini che godono dei diritti e delle libertà o quella dove pullulano le disuguaglianze, i crimini e gli accattoni?  
Ovviamente la risposta non poteva che essere quella dove gli uomini venivano rispettati e godevano degli stesi diritti. Egli sorrise quando risposi e aggiunse: vedi quando aumentano i disperati e gli accattoni vuole dire che c’è qualcosa che non va nel sistema e che bisogna agire. Se non si agisce, prima o poi quel sistema verrà spassato via. Ed è quello che stiamo assistendo alle porte dell’Italia.

Oggi l’immobilismo del sistema internazionale è indice di una grave crisi morale e politica della stessa Europa che non riesce ad aprire le sue braccia ai profughi e men che meno a combattere i nuovi schiavisti del Mediterraneo.

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Hamid Misk, scrittore.

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