J’Accuse del 14/11/2017 sulla sconfitta dell’Italia contro La Svezia


J’Accuse del 14/11/2017 sulla sconfitta dell’Italia contro La Svezia
Il 6 settembre scorso, ho scritto un articolo in occasione della partita Italia Israele. Il motivo: ho stigmatizzato il fatto che un paese come Israele debba giocare in Europa e non in Medio-oriente. Sarebbe un sogno se un giorno gli ebrei giocassero contro i palestinesi. Il calcio riuscirà allora a compiere il miracolo che la politica e i politicanti non sono stati in grado a costruire. Va però ribadito il concetto sacrosanto che quella terra dovrà essere spartita in modo equo tra entrambi le parti. Terra contro Pace, così come si misero d’accordo palestinesi ed israeliani.
Ma torniamo al nostro triste argomento: l’eliminazione dell’Italia dai prossimi mondiali Russia 2018 è una doccia fredda a tutta l’Italia. Un incubo che dovrà essere ancora smaltito; eppure qualche mese fa io dal mio blog ho lanciato l’avvertimento. Ho scritto l’ articolo seguente  : 

se paragonassimo la nazionale italiana attuale a quella dei tempi d’oro degli anni settanta, ottanta e Novanta, ci renderemmo conto subito che qualcosa non va: mancano dei giocatori di un certo spessore e notorietà. Siamo di fronte a dei giocatori certamente giovani e volenterosi, sui quali l’attuale selezionatore e l’intero paese hanno scommesso, ma senza grandi individualità, senza esperienze internazionali e senza un vero leader nel campo. La cosa più evidente è che manca la grinta di vincere. L’età e l’esperienza accumulata sono importanti, ma se c’è il talento l’età e l’esperienza diventano relative. Ora dal mio umile punto di vista vorrei che dessero sempre delle opportunità ai giovani di questo paese per poter emergere. Aspettiamo le prossime partite con speranza e impazienza”.
Non aggiungo altro. Il problema c’era. Non c'era yba rosa in grado di competere con le grandi nazioni del calcio mondiale Si è lavorato ma non abbastanza. Questa sconfitta davvero ci addolora. Si deve d’ora in poi pensare al futuro e a investire sui giovani italiani. 
Vorrei finire con questo pensiero: "quest’anno non raccoglieremo nulla, ma l’anno prossimo lavoreremo di più con la nostra mente e il nostro cuore perché il raccolto che verrà sarà il migliore di tutti i tempi". Diamo spazio alla speranza. 
Una sconfitta serve sempre allo spirito e al cuore, perché il domani sia migliore.

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